Roma Capitale

Il postino busserà tre volte. A settimana

Il piano di "rimodulazione" di Poste prevede aperture a giorni alterni. A Roma e provincia orario continuato fino alle 19 solo in 66 filiali

Da settembre non ci sarà più posta per 6 uffici laziali. E, in altri 19, il postino busserà sempre 3 volte, però per ciascuna settimana: gli uffici, infatti, apriranno solo a giorni alterni. Questi, in sintesi, gli effetti del "Piano di rimodulazione" di Poste Italiane, in arrivo con la ripresa post-ferie. Che non avverrà, però, per l’ufficio romano di San Vittorino (VI Municipio), condannato alla chiusura dei battenti come quelli di Petrella Salto, Tarano, Rocca Sinibalda e del Monte Terminillo, nel Reatino, e di Cretone, nel Comune di Palombara Sabina. Vedranno riduzioni del 50%, invece, gli uffici di Agosta, Arcinazzo Romano, Casape, Cineto Romano, Jenne, Licenza, Mandela, Pisoniano, Riofreddo, Rocca Santo Stefano, Rocca Canterano, Roiate e Madonna della Pace nella provincia romana, mentre in quella reatina le sedi di Fara Sabina, Configni, Famignano, Orvinio, Pozzaglia Sabina e Longone Sabina. Il piano originario, presentato da Poste Italiane nel febbraio scorso, prevedeva ben 14 soppressioni di uffici nel Lazio e 27 chiusure a giorni alterni. Poi le proteste di Comuni, associazioni e sindacati hanno fatto aprire una sorta di trattativa durata mesi. Il cui esito, però, viene ancora contestato da sindaci e sindacati. «È un inaccettabile taglio ai diritti sociali perché verranno penalizzate le fasce sociali più deboli, in particolare i pensionati - dice il segretario generale della Cgil Roma Est-Valle dell’Aniene, Luigi Cocumazzo - Si interviene inoltre su località montane, spesso isolate e con sistema di trasporto e strutture stradali già inadeguati. Ciò produrrà enormi disagi ai cittadini e a tutte le comunità dando un ulteriore colpo allo sviluppo di territori già pesantemente colpiti dalla crisi. La Cgil si opporrà in tutti i modi - conclude Cocumazzo - coinvolgendo innanzitutto cittadini, ma anche e Amministrazioni locali, i sindaci e le istituzioni nazionali e locali». Poste Italiane da mesi tiene a precisare «che il piano di rimodulazione degli uffici postali è stato predisposto per adeguare l’offerta all’effettiva domanda sul territorio, tenendo fermo il principio della centralità del cittadino e della massima attenzione alle sue esigenze. Il piano assicura dunque efficienza e capillarità del servizio e tenuta dei livelli occupazionali». L’azienda spiega che «il piano è stato definito in conformità con il vigente Contratto di Programma e con la normativa, che stabilisce particolari garanzie per i Comuni caratterizzati da una natura prevalentemente montana del territorio (divieto di chiusura di uffici postali situati in Comuni rurali che rientrano anche nella categoria dei Comuni montani con esclusione dei Comuni nei quali siano presenti più di due uffici postali ed il rapporto abitanti per ufficio postale sia inferiore a 800), dalla scarsa densità abitativa o per i Comuni delle isole minori in cui sia presente un unico presidio postale». E, quanto agli «interventi di chiusura - aggiunge Poste Italiane - interesseranno esclusivamente due uffici postali su 246 operativi, l’ufficio postale delle frazioni di San Vittorino e Cretone». Mentre per gli altri si «prevede solo una razionalizzazione dell’orario e pertanto resteranno disponibili ai cittadini giorni alterni, conservando l’intera offerta di prodotti e servizi. Pertanto - conclude l'azienda - su 122 Comuni della provincia di Roma, gli uffici postali operativi saranno 244, 66 con orario continuato dalle 08.20 alle 19.05».

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