TIVOLI In cima alla lista delle cose da fare ci sono sempre loro, le società municipalizzate. Primi giorni di lavoro per il nuovo sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti, che tra mercoledì e giovedì si è ufficialmente insediato nel palazzo comunale. In piazza del Governo l’aria è dunque cambiata con il commissario prefettizio, Alessandra de’ Notaristefani di Vastogirardi, pronta a fare i bagagli dopo un anno e mezzo decisamente lungo e impegnativo: «Ringrazio tutti i funzionari e i dirigenti del comune di Tivoli, sono sicura che adesso si andrà avanti in maniera egregia. Noi abbiamo svolto il nostro lavoro ma Tivoli è una città complicata, non è stato semplice», ha commentato gomito a gomito con il detentore della fascia tricolore, che ha chiaro in mente le emergenze da affrontare. A richiamare l’attenzione è la solita Asa spa, l’Azienda speciale ambiente, che ha in mano la gestione del servizio di raccolta della spazzatura in città, oggi guidata da Carlo Valentini. «Tivoli non è una città sporca, è molto sporca – commenta Proietti - Per questo per prima cosa si partirà dal controllo analogo, che dovrà essere esteso a tutte le società municipalizzate, poi ci sarà il rinnovo del contratto di servizio per un anno». Allo stato attuale l’azienda lavora grazie ad una proroga, peraltro scaduta, data in attesa dell’avvio del sistema di raccolta differenziata porta a porta, su cui però ci sarà ancora da lavorare. A differenza di quanto pensato dalla gestione commissariale dunque, il rinnovo sarà per un tempo limitato a 12 mesi, in cui si dovrà dimostrare di essere in grado di gestire quanto affidato. «Verrà rinnovato il contratto di servizio per un anno a seguito del quale valuteremo se l’Asa è in grado o meno di svolgerlo – continua Proietti - Il 31% dei dipendenti è in possesso di un certificato di inidoneità al lavoro. Devo dire che mi sembra una cosa assurda, non è una società che può svolgere il ruolo di ammortizzatore sociale, per questo dovranno essere fatte delle verifiche sulla base di quanto è previsto dalla legge». In totale per la spa lavorano circa 90 operai, che si sono trovati alle prese con una serie di problemi di varia natura: dal parco mezzi inadeguato all’erogazione dello stipendio ad intermittenza a causa della combinazione letale di debiti e crediti che ha letteralmente piegato in due le casse societarie. Solo il piano di ristrutturazione dei soldi dovuti ha potuto evitare che si concretizzasse l’incubo del fallimento. Ora, definita la situazione economica, è arrivato il momento di giocare una nuova partita.
Proietti subito alle prese con le municipalizzate
L’Asa dovrà dimostrare in un anno di poter gestire i rifiuti
