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Chi è "Franco" che sta dietro<br/>al racket del turismo?

Chi è "Franco" che sta dietro<br/>al racket del turismo?

Un finto centurione romano

Fa piacere vedere la propria città protagonista di un programma prodotto dalla National Geographic Channel (canale 403 di Sky - repliche fino a metà dicembre). Bella da morire, solare, davvero unica, la Città Eterna nei documentari Nat Geo fa sempre il suo figurone. Ti rallegra il cuore, ti senti un privilegiato a essere romano e a vivere qui. Solo che il programma di martedì sera, in prima tv, non riguardava le bellezze artistiche ma le peripezie di un finto turista, cioè Conor Woodman, economista, autore e presentatore tv, nei luoghi canonici del turismo capitolino alle prese con lestofanti, avventurieri e imbroglioni incalliti. In effetti il documentario s'intitola «Truffato!» e in dieci episodi svela tutti i segreti e i trucchi di borseggiatori, truffatori, ladri ecc. in altrettante metropoli turistiche del mondo. Ora tocca a Roma, l'unica tappa italiana del tour. Si parte dal Colosseo dove Conor s'avvicina a un gruppo di centurioni, il cui lavoro è fermare i turisti e chiedergli se vogliono fare una foto con lo sfondo del Colosseo. In particolare, il presentatore vuole sapere cosa e chi c'è dietro al fenomeno cialtrone, kitsch estremamente fastidioso per i turisti. Premessa d'obbligo: il docu è stato realizzato prima che i gladiatori fossero allontanati dall'area dell'Anfiteatro Flavio. Conor, pragmatico irlandese, chiede ai diretti interessati: da chi siete manovrati? E qui casca l'asino. Il clan si chiude in un atteggiamento omertoso. Dalla cortina del non detto emerge solo un nome: Franco, cioè un ex centurione che ora è diventato boss. Conor Woodman viene scarrozzato su una Cinquecento d'antan alla cui guida c'è un centurione che parla un inglese fluently. Si spostano in zona Fontana di Trevi. Qui si apre un antico ma attuale capitolo. La sempre fiorente industria dei «provoloni» locali che rimorchiano le turiste a bordo vasca. Di truffa, c'è ben poco. Nel senso che i rimorchioni che Conor chiama «battoni» non dichiarano eterno amore alle loro prede. Le quali sono consapevoli di essere cadute nella rete di un rimorchione che scade in una sera. Che succede con questi pappagalli? chiede Conor. Si va in qualche locale, una toccatina, al massimo ci scappa un «bacetto». O forse qualcos'altro. Conor commenta schifato: «Che squallore». Manda vicino alla fontana una finta preda. Arriva un pollo, s'accorge del trappolone e si defila. Cambio di location: Piazza San Pietro dove stazionano gli emissari di pseudo agenzie turistiche che lavorano in completa illegalità. «Non hanno i permessi e dunque sono truffatori» sentenzia Conor scandalizzato. Si avvicina e scopre che gli «agenti» propongono pacchetti da 35, 45 euro «tutto compreso» per i Musei Vaticani: salti di file (non sempre ci sono), visite ai Giardini (dove non si può accedere senza prenotazione) alle Stanze di Raffaello (non sempre visibili) addirittura un tè con il Papa e naturalmente la Cappella Sistina che è poi l'unico vero motivo per cui si va ai Musei Vaticani. Conor conosce James e Steve della Rts «una delle poche agenzie turistiche ad avere le carte in regola». Si lamentano di questa concorrenza spietata, truffaldina, illegale. Gli acchiappaturisti sono personaggi molto arroganti e violenti. Difendono il loro territorio con i denti e con le unghie. Sono l'ultimo anello di una catena che fa capo al racket delle agenzie turistiche fasulle. Le loro vittime? Stranieri inconsapevoli di essere i polli da spennare. Conor scopre che, dietro a questo business illegale, c'è sempre il Franco, ex gladiatore di cui sopra. «Una persona sola controlla una zona? Questa è mafia» commenta Conor. E ora arriviamo alle chicche. Conor prende il 64. Sa che l'autobus a rischio borseggiatori per eccellenza. In fondo spera che qualcuno gli rubi il portafoglio. Ma gli va male, si dispiace. Ad alleggerirglielo ci pensa il gestore di un bar, zona Vaticano, dove con James si ferma per il lunch. Per una spremuta d'arancia (allungata) e un piatto di cannelloni (surgelati e scaldati male) 24 euro. Se ne va contento e truffato.

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