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Quoziente Roma. La rivoluzione

Il Campidoglio, Roma

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Un «momento storico». Così il sindaco Alemanno ha definito l'introduzione nel bilancio capitolino del «quoziente familiare» che, per la particolarità dei coefficienti assunti, si chiama «quoziente Roma». Una sperimentazione fiscale e sociale che il primo cittadino auspica «venga adottata a livello nazionale». Non solo, dal punto di vista più squisitamente politico, quella del Quoziente Roma è la prima delibera importante condivisa con una forza dell'opposizione. La proposta di introdurre il quoziente familiare è stata avanzata infatti dal capogruppo capitolino dell'Udc, Alessandro Onorato, due anni fa. Introdotta a livello sperimentale sugli asili nido, viene oggi ampliata anche grazie al lavoro svolto dall'assessore capitolino alla Famiglia, Gianluigi De Palo e la delegata del sindaco alle Pari opportunità, Lavinia Mennuni. «Si aumentano le agevolazioni per tutte le famiglie con figli - ha detto ancora il sindaco - e questo viene fatto in un momento di difficoltà e di crisi, nonostante un bilancio difficile ma abbiamo voluto dare un segnale chiaro a tutti». Sostanzialmente le agevolazioni introdotte per chi ha figli a carico vengono estese anche alla Tariffa di Igiene Ambientale (ex Tari). L'applicazione del Quoziente Roma incide particolarmente sul metodo di calcolo dell'Isee arrivando, in alcuni casi ad "abbassarlo" anche di duemila euro e dunque di usufruire di maggiori agevolazioni. I criteri applicati sono: numerosità del nucleo familiare e l'età dei figli. Le novità assolute, rispetto al calcolo Isee nazionale, è che l'età dei figli a carico si sposta da 18 a 25 anni; e si tiene conto della condizione temporanea di difficoltà economica, come la presenza in famiglia di soggetti disoccupati e/o inoccupati. Ancora, il reddito Isee sarà calibrato anche in funzione degli oneri sostenuti per la cura familiare e le spese essenziali. Nel particolare, si terrà conto della presenza in famiglia di soggetti con handicap permanente riconosciuto o una invalidità superiore al 66% e/o di entrambi i genitori lavoratori che determinano un aumento dei costi di gestione familiare. Da parte del Campidoglio l'estensione del quoziente Roma vale un investimento di 27 milioni di euro, mentre saranno circa 90mila le famiglie romane che, grazie all'introduzione del quoziente, beneficeranno dell'esonero totale del pagamento della Tia. «Dopo un anno di lavoro e di passione, il quoziente familiare è realtà - commenta De Palo - Domani (oggi ndr) verrà approvato in giunta il quoziente familiare applicato alla Tia, ex Tari, ed è un passaggio fondamentale che vale per mostra l'impegno del Campidoglio nei confronti della famiglia. Il Quoziente, è bene precisare, si applica a tutte le famiglie di fatto, a prescindere dal vincolo dle matrimonio». Soddisfatto Onorato che punta adesso a un altro, fondamentale gradino di applicazione del Quoziente, quello di inserire «anche la presenza di anziani a carico, venendo così incontro alle esigenze delle oltre centomila famiglie romane che si trovano in questa situazione. Inoltre chiediamo al sindaco uno sforzo in più, quello di applicarlo da subito anche all'Imu. La nuova tassa sulla casa che sarà una vera stangata, con un amento previsto al 5 per mille per la prima casa e del 10,6 per mille per le seconde case e altri immobili». Mette l'accento sullo sforzo straordinario compiuto in un momento di grave crisi dal Campidoglio, la Mennuni, secondo la quale questo nuovo straordinario strumento «rappresenta un forte segnale di cambiamento e di vicinanza delle Istituzioni alle famiglie che, mettendo al mondo dei figli, apportano un contributo fondamentale al nostro Paese, che ricordo essere quello con il più basso tasso di natalità a livello europeo». Sus. Nov.

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