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Taxi sotto accusa: "Ci volete in servizio? Regalateci le catene"

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I taxi romani devono avere catene a bordo come quelli di Bolzano? I tassisti dovevano metterci il cuore e tuffarsi comunque nella mischia? E perché gli autobus non sono riusciti a garantire il servizio previsto in caso di neve? Sono solo alcune delle domande che si stanno facendo cittadini e associazioni che hanno mal digerito la paralisi del trasporto pubblico venerdì e sabato. Per l'Aduc «il servizio taxi si è rivelato inadeguato». L'associazione abitanti centro storico incalza: «È vergognoso che i loro rappresentanti dicano che non erano preparati perché non avevano a disposizione le catene per circolare». Il primo a scendere in campo a difesa delle auto bianche è il falco dell'Uritaxi Loreno Bittarelli: «I tassisti sono romani come tutti gli altri. Chi non aveva catene o gomme termiche non ha voluto rischiare, rinununciando all'incasso di una giornata. Chi invece ha creduto di poter guidare in sicurezza l'auto sulla neve lo ha fatto». L'ordinanza del sindaco, ricordiamo, consentiva alle auto bianche di circolare anche senza catene a bordo. E se l'Ugl Taxi, per bocca di Alessandro Genovese, fa sapere che «il loro è stato l'unico dervizio a funzionare, con il Prontotaxi della cooperativa 6645 che non ha mai smesso di rispondere alle chiamate», Bittarelli, del 3570, sottolinea come «a differenza di altre città del nord Italia, nella Capitale non c'è alcun obbligo di tenere catene a bordo durante l'inverno». Anzi rilancia, provocatorio: «Ce le dia il Governo. Ce le regali. Certo non le rifiuteremo. Non si può pretendere che i tassisti romani comprino le catene o un treno di gomme antineve quando a Roma nevica una volta ogni trent'anni». Di fatto, in servizio, venerdì, c'era solo il 30 per cento dei taxi. Vuoi per il rischio di incidenti, vuoi per la paura di ammaccare l'auto, vuoi per mancanza di esperienza al volante sulla neve. A spezzare una lancia in favore della categoria c'è l'assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma che parla addirittura di «senso di responsabilità». «Il perché è semplice - spiega - È una questione di sicurezza che vale sia per le auto bianche che per gli autobus. Non si possono trasportare persone se vengono a mancare le condizioni minime di sicurezza». Per questo motivo, venerdì, nel pieno della bufera, è stato dato ordine agli autisti dei mezzi Atac non attrezzati di far scendere le persone. Il servizio bus, tornato alla normalità solo oggi, venerdì pomeriggio era ridotto al 15 per cento. Meno della metà del numero di mezzi previsti per fronteggiare l'emergenza. I motivi sono due. «È iniziato a nevicare di mattina invece che di pomeriggio come scritto sul bollettino diramato dalla Protezione civile. Il primo turno - spiega Aurigemma - finisce alle 12 e 30. A quell'ora la città era già semiparalizzata. Sugli autobus del secondo turno in deposito, come previsto dal piano neve, sono state montate le catene. Ma i depositi purtroppo si trovano sulle Consolari». E le consololari erano completamente bloccate. Ieri sera, intanto, le autobianche sono tornate ai turni normali, sciolti venerdì in vista della neve. Ma resta un dubbio: se i tassisti, come dice Bittarelli, sono romani come tutti gli altri, come i condomini, come gli esercenti ai quali è stato chiesto di spazzare i «propri» marciapiedi, forse avrebbero dovuto approfittare di più dell'esonero dall'obbligo di catene disposto dal sindaco.

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