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L'opposizione non ci sta È soltanto involucro vuoto

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Èintervenuto a dichiarare il voto favorevole del Pdl il consigliere Andrea Bernaudo, che ha ricordato come il piano rappresenti una risposta appropriata all'Europa, ma anche a quelli che, da parte sua, ha definito i fallimenti delle amministrazioni di centrosinistra a Roma e al commissariamento Marrazzo per il Lazio». Per il capogruppo Udc, Francesco Carducci «il Piano rifiuti garantisce una cornice certa e credibile al lavoro che andrà avviato per superare le emergenze e dotare il Lazio di un moderno sistema di gestione dei rifiuti». Dai banchi dell'opposizione, invece, il piano è stato criticato con diverse argomentazioni. Nel mirino, in particolare, la previsione di quello che è stato definito il "piano B”, destinato a rappresentare il fabbisogno impiastico qualora non si realizzino alcuni obiettivi del piano principale. «Lo scenario di controllo – ha dichiarato Rocco Berardo (Lista Bonino Pannella) – è quello che perseguirà questa Giunta». Filiberto Zaratti (Sel) ha definito il piano «una grande occasione perduta» a causa proprio dello scenario di controllo. Esterino Montino, capogruppo Pd, si è chiesto dove fossero le reali novità del piano e ha criticato la mancata previsione nel piano di risorse finanziarie e di un «sistema industriale». Mentre per la consigliera Pd, Daniela Valentini: «Il piano regionale sui rifiuti è un involucro vuoto e insufficiente». Angelo Bonelli (Verdi) ha invece osservato che il piano è stato fatto senza prendere in considerazione Roma, che incide per il 70% dei rifiuti del Lazio, e poi si è arrivati a chiedere la dichiarazione di emergenza al Governo. Giuseppe Celli (Lista civica Cittadini/e) ha aggiunto che gli impianti di trattamento meccanico biologico non saranno sufficienti a trattare il “tal quale” prodotto dalla Capitale, mentre Fabio Nobile (FdS) ha criticato il mancato abbandono della logica delle discariche e degli inceneritori, Claudio Bucci (Idv) ha ricordato gli interrogativi che lascia aperti il piano e criticato le scelte di Corcolle e Riano come discariche provvisorie.

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