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Tesseramento Guerra di numeri e di potere

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Chiusala prima fase per i congressi provinciali e regionali con il termine del tesseramento si apre ora quella dell'accordo politico. Un accordo da raggiungere (anche) con il numero dei tesserati di ciascuna corrente o di consiglieri eletti. E se oggi il conteggio delle tessere vede il gruppo Augello salire a quota ventimila per Roma e Provincia e 30mila per tutta la Regione, i rampelliani hanno sforato quota 50mila. Numeri enormi che si affiancano a quelle del coordinatore romano uscente, Sammarco (circa 50mila), del sindaco Alemanno (circa 30mila) e Polverini (circa 30mila). Grandi numeri sui quali occorrerà verificare la presenza dei documenti delle persone tesserate e, soprattutto, quella di chi andrà a votare ai congressi di fine novembre. Una partita in cui, alla fine, conteranno anche (o soprattutto) i numeri "minori", come ad esempio quelli dei consiglieri regionali. Andrea Bernaudo ad esempio, uscito da qualche mese dalla lista Polverini per aderire al Pdl ha portato (e pubblicato su facebook) le ricevute di 1.185 tesserati; ancora il consigliere capitolino Tredicine 2.600 e il gruppo Gramazio 6.200 e il presidente dell'Assemblea capitolina, Pomarici 3.502. Ma serviranno tutte queste tessere? Probabilmente sì ma per eleggere i cosiddetti «quadri secondari». Per quanto riguarda infatti le segreterie l'imput è quello di andare a congressi unitari, almeno su Roma, Provincia di Roma e Regione. Per quanto riguarda la guida del coordinamento capitolino un «Sammarco bis» resta ad oggi l'ipotesi più papabile; così come quella di dare la preziosa guida del regionale a Fabio Rampelli. Quest'ultimo è sì nominato direttamente da Berlusconi ma, è pur vero, che un eventuale accordo sul segretario del partito nella Capitale non può prescindere da un accordo sulla guida del partito regionale, per il quale bastano le dimissioni dell'attuale vertice, composto da Piso e Pallone, e una nuova nomina da parte del segretario Alfano. Un processo più semplice rispetto all'iter congressuale. Resta invece l'incongita del coordinamento della Provincia di Roma che, a questo punto, potrebbe essere chiesto dalla governatrice Polverini o da Andrea Augello. La partita comunque è ancora da giocare e non si escludono colpi di scena, anche per quanto riguarda i vice e coordinatori territoriali. Il primo punto obbligatorio per chiunque andrà alla guida del partito è infatti quello di riaprire, in fretta, i circoli territoriali. È da qui che si deve ricominciare. Ed è qui che poi, al di là delle tessere e delle nomine, ci sono i voti. Quelli veri. Sus. Nov.

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