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Antonio Sbraga CANTERANO Anche uno sotto i mille ce la fa.

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Subitodopo i sindaci dei 15 micro-municipi della Valle dell'Aniene si recheranno dal prefetto Pecoraro per «la restituzione delle fasce e delle chiavi delle nostre sedi comunali» in segno di protesta contro la riforma che le vuole cancellare. Loro, invece, si dicono «disponibili ad eliminare le indennità di sindaci, assessori e consiglieri - aggiungono in coro - se proprio questo è il problema e può servire a salvare i nostri Comuni». Anche se, chiarisce il sindaco di Cineto Romano, Amedeo Latini, «la nostra amministrazione costa neanche 16 mila euro l'anno d'indennità, quasi quanto prende un deputato in un mese». Alcune giunte, invece, le mensilità non le vedono proprio: «A Mandela le indennità previste le utilizziamo per pagare tre giovani lavoratori», spiega il sindaco Giovanni Scarabotti. «Anche noi a Canterano - aggiunge il sindaco Pierluca Dionisi- abbiamo devoluto le indennità alla società di calcio. Il bilancio del Comune è di 400 mila euro, costa quanto un'auto blu». Diciotto su 25 centri nel mirino della riforma appartenengono infatti alla Comunità montana dell'Aniene, il comprensorio più colpito con il 60% dei suoi 31 municipi che potrebbe scomparire. L'area è anche quella con il più alto indice (197) di vecchiaia dell'hinterland: «Su 193 residenti a Vivaro, 65 sono anziani, e sono proprio loro quelli più avviliti da questa sciagurata riforma - dice il sindaco, Francesco Mezzaroma - abbiamo solo 8 bambini e 7 under-18, ma nella vicina Vallinfreda non c'è proprio nessun minorenne». I sindaci, che hanno costituito un comitato permanente, rivendicano anche i loro conti virtuosi: «Noi abbiamo un bilancio sano», scandisce il primo cittadino di Rocca Canterano, Amanto Di Fausto. «Noi abbiamo risanato in soli 4 anni 750 mila euro di debiti e ora siamo in attivo di 200 mila- conclude Roberto Gianfelici, sindaco di Roccagiovine - e da tre anni facciamo una raccolta differenziata al 100%».

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