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"Trapianto di cervello ai romani" Borghezio supera Castelli sul Gra

L'eurodeputato della Lega, Mario Borghezio

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{{IMG_SX}}"I romani? Nun vojono paga'». Lo scontro tra la Lega e la Capitale sui pedaggi sul Gra va avanti e in maniera neanche troppo strisciante. E i" titolo d'apertura dell'edizione di ieri de La Padania ne è la dimostrazione. Così come l'eurodeputato Borghezio su Radio24 non manca di andare come al solito sopra le righe: "I romani che non vogliono pagare il Gra? Bisognerebbe fargli il trapianto del cervello. Ma mi fermo qui, è troppo facile, è come sparare sulla Croce Rossa. È una polemica da prima elementare, è chiaro che dovrebbero anche pagare tutti gli arretrati. Anche il sindaco Alemanno: mi fa tenerezza se è costretto ad attaccarsi a queste cose. E cosa dire dei tassisti della Capitale? Sono una vergogna nazionale, hanno sempre cercato di fregarmi perché mi credevano un turista". Parole che hanno scatenato la dura reazione della governatrice Polverini: "La volgarità e l'arroganza della Lega superano ogni limite. Le parole di Borghezio sono indecenti. I romani devono fare il trapianto del cervello? Qualcuno dovrebbe cominciare ad usarlo..». Duro anche il coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso: «Invitiamo Borghezio a studiare cosa significhi il Gra per i romani". I toni restano quindi alti, nonostante, come ha chiarito il viceministro Castelli in un'intervista a Il Tempo, non esista la materia del contendere: i romani non pagheranno alcun balzello. Eppure lo scontro dialettico tra Lega e sindaco prosegue senza esclusione di colpi e non è detto che non riservi in futuro strascichi giudiziari. Alemanno non esclude infatti querele: «Mi auguro che Castelli la finisca con questa storia. Ma se si continua su questa strada potremo anche prendere iniziative simili. Già prima dell'odg non era previsto il pagamento per chi si sposta all'interno della Capitale. Ora l'odg è chiaro anche sui pendolari. I cittadini mi chiedono di farli smettere con le offese gratuite alla città e ai romani e di denunciare quelli della Lega». Secca la replica del viceministro: "È ormai chiaro che negli ambienti romani si è passati alle minacce nei miei confronti. Ma io di certo non mi lascio intimorire. La legge è dalla parte del governo". L'introduzione del pedaggio sul Gra è infatti prevista dal decreto legge 78/2010 convertito in legge 122/2010. Se il Pdl romano è contrario, perché non ha votato in Parlamento contro la conversione del decreto? La reazione sembra tardiva, come sterili le polemiche. I pedaggi sono legge: l'ultima spiaggia per fermarli è agire sul decreto attuativo della presidenza del Consiglio. "Da questa maggioranza ormai mi aspetto di tutto, quindi vigileremo. Un anno fa abbiamo vinto il ricorso al Tar contro i pedaggi. Senza quel ricorso oggi romani e pendolari lo pagherebbero - dice il presidente della Provincia Zingaretti - I peedaggi sono una tassa iniqua e sbagliata che non va realizzata, più questa consapevolezza si allarga e più noi siamo contenti". E il deputato Pdl Marco Marsilio sposta l'attenzione sulla riforma di Roma Capitale: «Concentriamoci sul secondo decreto che definisce i nuovi poteri. La proposta di decreto va presentata entro fine luglio».

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