Oncologia e oculistica Nuovi day-hospital aperti al San Paolo
Neè convinto l'assessore regionale al Bilancio Stefano Cetica che ha partecipato all'inaugurazione dei due day hospital di Oculistica e oncologia all'ospedale San Paolo di Civitavecchia, benedetti dal vescovo Marrucci. Sette stanze per l'oculistica, con attrezzature per la diagnostica, donate dalla Fondazione Cariciv; dieci postazioni per oncologia, con due stanze per le terapie, con due poltrone reclinabili donate dal centro sociale Anna Magnani. «A quindici mesi dal nostro insediamento - ha spiegato il direttore generale della Asl RmF Salvatore Squarcione - questa è la prima risposta visiva e funzionale alle necessità dei nostri cittadini e alle esigenze del personale, che spesso lavora in condizioni disagiate. Grazie a chi ha contribuito». Il dg Squarcione, insieme con i direttori sanitario e amministrativo Giuseppe Quintavalle e Paolo Risso, ha sottolineato come si stia attuando una inversione di tendenza rispetto alle precedenti gestioni, «quando - ha spiegato - non esisteva programmazione». È stato poi il sindaco Moscherini a rilanciare l'idea, al di là della riqualificazione del San Paolo, di una struttura ospedaliera dell'Alto Lazio, anche per sopperire alle carenze sanitarie che esistono tra Civitavecchia e Grosseto. «La Regione - ha spiegato - si faccia promotore di un tavolo dove si pensi a questo progetto, coinvolgendo grandi strutture produttive del territorio come Enel, Tirreno Power e Autorità Portuale». E mentre nei prossimi giorni partiranno i lavori di restyling di Chirurgia, finanziati dalla Fondazione Cariciv, ringraziata dal sindaco proprio per l'attenzione sempre mostrata sulla sanità, rimangono da terminare quelli al nuovo pronto soccorso, alla rianimazione e farmacia, rallentati dalla carenza di finanziamenti. «Per quelli di Oculistica e Oncologia - ha aggiunto Squarcione - abbiamo messo in campo un grande sforzo economico e un'opera di razionalizzazione, tagliando una serie di consulenze esterne inutili. Se prima si fossero risparmiati quei soldi, circa 400 mila euro, oggi avremmo potuto avere già un nuovo pronto soccorso, e non solo».
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