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Ammazzato di fronte al pub

Uno dei fermati per la rissa nel pub di Grottaferrata conclusasi con la morte di un 21enne

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Ucciso con un coltellata al cuore per una spallata all'ingresso del locale. Troppo poco per morire a 21 anni. Troppo assurdo per essere vero. Però non finisce qui il bilancio della rissa-omicidio dell'altra notte davanti al pub Derby's, a Grottaferrata, per la quale sono stati indagati quattro ragazzi, tre di Tor Bella Monaca e uno di Rocca di Papa, amico del ventunenne intervenuto nella zuffa. Oltre alla vittima, Alessio Di Pietro (di Santa Maria delle Mole, per hobby allenatore di calcio giovanile) al policlinico di Tor Vergata con una lesione all'esofago è finito pure l'altro amico, Fernando Jacopo Francioni, 27 anni. Sotto choc la moglie di quest'ultimo, incinta di quattro mesi, e la fidanzata di Alessio che ha visto l'aggressore piantare un coltello nel petto del compagno. Le testimonianze delle donne sono state decisive. Hanno permesso ai carabinieri della Compagnia di Frascati del capitano Giuseppe Iacoviello e del Nucleo investigativo del colonnello Marco Aquilio di non sbagliare quando in caserma hanno messo sotto torchio i quattro dopo averne interrogati trenta. In serata la Procura di Velletri ha emesso i fermi: con le accuse di concorso in omicidio, tentato omicidio e rissa aggravata per tre giovani dai 22 ai 25 di Tor Bella Monaca. Il quarto, 30 anni dei Castelli, è indagato per rissa. Per lo stesso reato denunciato anche il ferito. Tutto è successo all'1,40 dell'altra notte. I due amici e colleghi di lavoro, con moglie e fidanzata, e un altro giovane di Rocca di Papa, salgono le scale del Derby's. A pochi passi dall'ingresso si trovano spalla a spalla coi tre: sono da soli, senza amiche al seguito. I corpi si urtano, una spallata per farsi spazio verso l'entrata, forse anche uno sguardo di troppo, e scoppia la lite. Prima a parole, poi a spintoni e infine degenera. Uno dei tre tira fuori il coltello. Colpisce Francioni ai fianchi, poi si trova davanti Alessio e infierisce due tre volte. La lama affonda e riesce, penetra nella carne un'altra volta. Il terzo colpo è particolarmente violento: il coltello resta conficcato nel petto e così rimarrà fino al pronto soccorso dell'ospedale di Frascati. Alessio ci arriva agonizzante per morire poco dopo. L'amico Fernando viene trasportato in ambulanza al policlinico di Tor Vergata e sottoposto subito a intervento chirugico. Durante l'accoltellamento davanti al Derby's la rissa dilaga. Sono in tanti, una quindicina, a darsi calci e pugni. Alcuni che bevono fuori dal locale per ferirsi usano le bottiglie di vetro. Ma alla fine non ci sono feriti. I tre di Tor Bella Monaca scappano su due auto, una è una Bmw. I carabinieri arrivano in un lampo. Evitano che si scateni il fuggi fuggi, trattengono le persone che erano presenti, cercano testimoni oculari. La prima è la fidanzata di Alessio Di Pietro. «Ho visto quel ragazzo colpire più volte - dice ai carabinieri - Con il coltello in mano è venuto avanti, sembrava una furia». Le sua ricostruzione è importante anche per descrivere gli altri due che componevano la comitiva di Tor Bella Monaca e che poi si sono dileguati. Con un identikit del terzetto si sono mossi i carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo Frascati diretto dal colonnello Rosario Castello. Sono scesi nel quartiere romano e con le informazioni giuste hanno rintracciato i tre. Due di questi sono volti noti. Nell'estate scorsa sono finiti in una inchiesta proprio della Compagnia di Frascati su traffico e spaccio di droga, dai Castelli a Roma Est fino al Laurentino 38. Due gli elementi nuovi che erano venuti fuori dall'inchiesta: l'organizzazione era gestita da giovanissimi e a far da ponte tra i Castelli e la Capitale era Svastichella, condannato di recente per l'aggressione ai due omosessuali all'uscita del Gay Village all'Eur.  

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