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Furti ed elemosine per conto del clan

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Ei bambini con meno di 3 anni venivano utilizzati dai genitori per l'accattonaggio. È quanto emerso da un'indagine durata diversi mesi e condotta dagli agenti della Squadra mobile della Questura, diretta da Vittorio Rizzi, in collaborazione con la polizia francese. A capo di una struttura piramidale c'era un 58enne di etnia rom, il patriarca della famiglia, Fehim Hamidovic, detto Feo. A lui erano destinati in proventi dei piccoli reati commessi dalle minori ai danni degli utenti delle metro. In alcuni casi il guadagno arrivava fino a 500 euro al giorno. La più brava, considerata una "fuoriclasse" degli scippi, era una ragazzina di 12 anni, con numerosi nomi fittizi e che era stata più volte bloccata dagli agenti. Si avvaleva della collaborazione di altri due minori di 13 e 17 anni. Al momento del blitz, effettuato nella zona dell'Infernetto, una delle bambine più piccole, di appena 9 mesi, verosimilmente mostrata in pubblico proprio per riuscire a carpire denaro dalle persone, è stata trovata in gravi condizioni di salute e ricoverata in ospedale perché affetta da broncopolmonite. I bambini impiegati a Roma venivano dislocati dall'organizzazione della Capitale in particolare presso le stazioni metro nella zona del Colosseo, del Pantheon della Fontana di Trevi e del Vaticano, sfruttando l'elevato flusso di turisti e gli utenti dei negozi più eleganti.

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