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I commercianti hanno paura

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«Ottocommercianti su dieci hanno paura di subire atti criminali, per le feste di Natale vogliamo vedere più auto e divise delle forze dell'ordine in strada». È l'appello lanciato ieri mattina dal presidente della Confcommercio Roma e Lazio, Cesare Pambianchi. Un allarme introdotto da un videostory sui fatti di cronaca che hanno sconvolto la città: dall'omicidio Reggiani a Tor di Quinto a quello di Maricica alla stazione metro Anagnina. Al Tempio di Adriano il sindacato ha organizzato la tavola rotonda su «Sicurezza per qualificare Roma». Presenti il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, il questore Francesco Tagliente, il comandante provinciale dei carabinieri Maurizio Detalmo Mezzavilla, della Guardia di finanza Ignazio Gibilaro, e della Municipale Angelo Giuliani. L'sos di Pambianchi poggia su un sondaggio della Confcommercio su mille negozianti. «L'80% teme atti criminali dovuti a insufficiente presidio e negligente cura del territorio. Allo stesso tempo - stiletta la Confcommercio - nell'ultimo anno e mezzo è aumentato il numero di coloro che hanno deciso di dotarsi di strmenti per la messa in sicurezza della propria azienda: il 35 per cento in più». Pambianchi è più netto nella relazione scritta che nel discorso fatto: «Diciamo basta alla politica degli annunci. Vogliamo non più solo una Roma Capitale ma finalmente una Roma Capitale sicura». Da gennaio, in tutte le diciotto sedi di Confcommercio Roma apriranno gli "sportelli del cittadino" dove imprenditore, dipendente, professionista o pensionato potrà rivolgersi per esporre il proprio problema di sicurezza. Il prefetto Pecoraro ridimensiona: «Agiamo sui due fronti: criminalità diffusa, contrastata con azioni mirate nelle zone più colpite, e criminalità organizzata, con il varo della stazione unica appaltante». Il questore Tagliante se la prende col sistema dell'informazione: «I dati degli ultimi tre mesi dimostrano che Roma è sicura. Se però diminuisce la percezione della sicurezza vuol dire che c'è incapacità nel comunicarla. Prima di parlare di sicurezza, chi lo fa dovrebbe seguire un corso di psicologia della comunicazione». Raccomandazione che poi estende anche agli operatori delle forze dell'ordine: «Noi addetti alla sicurezza dobbiamo migliorare la capacità di comunicare perché se diminuiscono i reati ma aumenta la percezione di insicurezza vuol dire che c'è un difetto di comunicazione». Al fianco dei commercianti il colonnello dei carabinieri Maurizio Mezzavilla: «Si fanno grandi operazioni antidroga, si setacciano i quartieri, ma quando il reato lo subiamo noi o chi è ci è vicino la paura si prova, è inevitabile». Realistico pure il comandante della Finanza, Gibilaro. Parla degli effetti dell'illegalità: «Va arginata a tutti i costi: i commercianti irregolari sono concorrenti sleali che danneggiano gli onesti fino a cacciarli dal mercato». Il capo dei vigili urbani Angelo Giuliani collabora: «Commercianti, siamo con voi. Ma Roma non è Kabul».

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