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Lui aveva già colpito

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Haun curriculum con circa trenta precedenti penali il presunto violentatore della romana appena diciottenne abbindolata con una falsa promessa di lavoro. Spacciandosi per rappresentante della Lega araba il tunisino Ben Handani Fethi, 41 anni, sposato con un'italiana, padre di tre figli, l'avrebbe ingannata, sequestrata e costretta a prestazioni sessuali nel bagno della sala congressi in un hotel di piazza Barberini, in centro. Non solo. Diverse vicende giudiziarie in cui Fethi è risultato coinvolto riguardano proprio i reati di cui oggi è accusato: violenza sessuale e sequestro di persona. Ieri il giudice Maria Luisa Paolelli ha convalidato il suo fermo confermando le accuse messe insieme dal Commissariato Viminale di Carmine Belfiore su segnalazione dei vigili urbani del I Gruppo. Secondo la ricostruzione, giovedì 21 la ragazza è in piazza dei Cinquencento nel caos della manifestazione contro il ministro dell'Istruzione Gelmini. È lì per annunci di lavoro. Vede il presunto aggressore ai margini dello slargo. È ben vestito. Gli chiede perché stanno dimostrando e gli racconta che sta cercando lavoro. Lui si fa avanti. «Sono un rappresentante della Lega araba, conosco diversi alberghi importanti della capitale, potrei trovarti un lavoretto come hostess. Guadagnaresti 2.000 euro». Lei è entustiasta. La porta in tre hotel. Quando lo vede il personale saluta, lo conosce. Pare che in passato il tunisino abbia portato alcuni ospiti arabi a soggiornare nelle strutture. Il nordafricano prova subito a palpeggiarla. Lei si irrigidisce. Ma è pronta la scusa: «Ho voluto vedere come reagivi». La terza volta però il tunisino fa sul serio. Chiude la ragazza in bagno costringendola a prestazioni sessuali. Alle 19 i due sono in strada. Lei vorrebbe gridare, si volta e il nordafricano è sparito. Corre da un vigile urbano in strada e gli racconta tutto. La Municipale del I Gruppo passa la denuncia al Commissariato Viminale e parte l'indagine. La squadra investigativa preleva i filmati dagli hotel, individua il soggetto già schedato per i suoi precedenti e lei lo riconosce nella fotognaletica. Sulla carta Ben Fethi risiede in via Monterone. Ma lì non c'è. I poliziotti devono cercare negli ambienti giusti. E lo trovano, lunedì 18, a mezzogiorno, in via Giolitti.

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