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L'assassino deve andare in carcere

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno

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«Io non posso non chiedere al procuratore che questo assassino venga portato in carcere e non agli arresti domiciliari». Così il sindaco Gianni Alemanno all'uscita dal Policlino Casilino, dove si è recato a fare visita all'infermiera romena ridotta in fin di vita. «Chiedere scusa è sempre un fatto positivo - ha detto Alemanno, parlando delle scuse rivolte dal giovane aggressore - Questo sarà sicuramente valutato dai giudici però purtroppo quello che gioca contro di lui è la sua attività sportiva e il fatto che anche in altre occasioni abbia dato luogo a gesti del genere». Il sindaco ha poi raccontanto di avere l'ambasciatore ed il console «e mi hanno confermato che non si configurano fenomeni di intolleranza. Ho parlato anche con il marito Adrian e gli ho detto che il Comune vuole contribuire a tutte le spese sia che faccia il funerale a Roma sia per la traslazione della salma. Vogliamo essere vicini a questa persona».   Questo atto di violenza gravissima «ci deve far riflettere - continua il sindaco -. È la violenza omicida di una persona che da un banale litigio è arrivata a colpire con estrema violenza una signora che tra l'altro era un'ottima persona, seria e dedita, positivamente impegnata». Per Alemanno, questa vicenda, «deve far riflettere perché dimostra che ci sono tanti immigrati che lavorano, che si inseriscono positivamente e che spesso la violenza può venire da italiani. Non dobbiamo mai affrontare il problema della violenza con stereotipi o paraocchi». Riguardo poi la denuncia per omissione di soccorso di cui aveva parlato nei giorni scorsi, Alemanno corregge il tiro: «In realtà, guardando bene il video, si tratta di due o tre persone che possono essere anche cadute in un equivoco, perché vedevano solo una persona a terra e non hanno visto colluttazioni. Spetta agli inquirenti valutare se c'è omissione di soccorso».

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