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Il pugile del metrò ora trema

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Maricica Hahaianu, l'infermiera romena aggredita nella metro Anagnina

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«Ho paura di andare in carcere. Non volevo fare del male e provocare la morte di nessuno: sono profondamente pentito di quello che ho fatto». Ora trema Alessio Burtone, il ragazzo romano di vent'anni che venerdì 8 ottobre dopo una lite alla biglietteria della stazione Anagnina ha sferrato un pugno mortale al volto dell'infermiera romena Maricica Hahaianu, 32 anni. L'altra sera i medici del policlinico Casilino hanno staccato la spina, la donna è morta. Il marito Adrian ha negato l'espianto degli organi. E adesso Alessio teme il peggio. Il reato di cui è accusato è cambiato. Da lesioni gravi a omicidio preterintenzionale. Prima Alessio era agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Don Bosco. Adesso la Procura di Roma lo vuole in cella: ieri sera il pm ha chiesto al Gip il nuovo provvedimento restrittivo. Per evitarlo si fa il possibile. I genitori del ragazzo hanno chiesto scusa per il figlio, hanno espresso il desiderio di incontrare il marito dell'infermiera, rimasto col figlio di tre anni. Tramite il difensore, l'avvocato Fabrizio Gallo, il padre di Alessio ha fatto sapere che è pronto a vendere il suo appartamento per risarcire Adrian. Lui però agli appelli risponde così: «Voglio vedere Burtone in carcere. Mia moglie e io ci amavamo tantissimo, tantissimo... e adesso non c'è più». Ieri pomeriggio gli amici del ventenne hanno esposto uno striscione sotto casa sua: «Alessio libero». Nel «Gruppo Lucio Sestio» tutti si dicono vicini al ragazzo. «Se ha fatto quello che ha fatto - argomenta Maurizio, 19 anni - è perché ci ha visto nero e non voleva. Forse anch'io avrei reagito cosi. Dopo il diploma - prosegue - Alessio aveva trovato lavoro nel volantinaggio e fino a poco tempo fa si frequentava con una ragazza ma non so se è ancora fidanzato. Il messaggio che ora vogliamo inviargli è che noi non lo abbandoniamo perchè noi gli vogliamo bene». Oggi sarà effettuata l'autopsia sul corpo di Maricica. L'esame punterà non solo a stabilire le cause della morte ma anche a rintracciare il motivo dell'improvviso peggioramento delle condizioni della donna fino a causarne la morte. I funerali dell'infermiera, invece, si svolgeranno in Romania. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato che il Comune di Roma si costituirà parte civile e sosterrà le spese dei funerali e del trasporto della salma all'estero.

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