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Altri due laboratori tessili gestiti da cittadini cinesi sono stati scoperti dai carabinieri della Compagnia di Tivoli nell'ambito di un servizio finalizzato al contrasto dello sfruttamento della manodopera clandestina.

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Sonostati sorpresi mentre lavoravano alle macchine da cucire ben 10 cittadini cinesi. Il primo laboratorio, di circa 130 metri quadri, era costituito da un locale con 15 postazioni di lavoro, 4 camerette con 5 posti letto; il secondo, di dimensioni più ristrette, aveva postazioni di lavoro per 10 operai e 4 camere con 5 posti letto. In entrambi erano stati attrezzati una cucina e un bagno in pessime condizioni igienico-sanitarie. Nel corso dell'operazione sono stati rinvenuti quasi 400 vestiti da donna imbastiti e pronti per essere mandati a chi si sarebbe occupato della confezione definitiva, per conto di alcune case di moda, oltre 3.000 etichette riportanti il marchio di famose griffe, più di 300 bobine di cotone di vari colori e altri materiali per il confezionamento degli abiti. I responsabili dei laboratori, affittuari anche degli immobili, P.Z. e G.S., cinesi di 38 e 37 anni, sono stati arrestati per favoreggiamento della permanenza di stranieri illegali sul territorio e per aver assunto alle proprie dipendenze manodopera clandestina. Due cittadini cinesi sono stati arrestati per non aver ottemperato agli ordini di espulsione emessi nei loro confronti mentre altri due sono stati accompagnati all'Ufficio Immigrazione per l'emissione di analoghi provvedimenti. Le macchine da cucire e la merce rinvenuta nei seminterrati sono state sequestrate. Sono ora al vaglio le posizioni dei proprietari degli immobili.

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