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Coca e trans: mio marito è stato malmenato

Il consigliere provinciale di Roma Pier Paolo Zaccai del Pdl

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«Ho visto le foto delle ferite di mio marito, non vedo l'ora di riabbracciarlo; ora capisco che la verità è un'altra». Intravede la fine di un incubo, Francesca Rosone, moglie di Pier Paolo Zaccai, il consigliere provinciale coinvolto il 1° luglio scorso nello scandalo trans e coca. Domenico Stamato, avvocato del politico, le ha appena mostrato le immagini che ritraggono gli ematomi su braccia, gambe e addome riportate, secondo il racconto del 42enne, a seguito di un'aggressione avvenuta ad opera di più persone nella casa di via Manlio Torquato. «Sono rimasta molto turbata nel vedere le tumefazioni presenti su tutto il corpo di Pier Paolo – racconta Francesca - Ho motivo di credere che la realtà è quella che vedo oggi, non quella raccontata subito dopo il fatto, anche per la descrizione della dinamica fornitami dal legale». Prossimo passo del difensore ora, sarà quello di dare mandato a uno specialista di Medicina legale di effettuare una perizia sulle ferite del consigliere. «Perché non si è parlato subito di queste lesioni – sottolinea Stamato – e quale sarebbe l'attinenza tra la contusione al ginocchio (unica ferita dichiarata da fonti ospedaliere il 1° luglio, ndr) con le analisi tossicologiche richieste?». «Ho piena fiducia nel nostro legale e nell'autorità giudiziaria che dovranno scoprire la verità – conclude Francesca - Ritengo inoltre che nel caso di mio marito siano state violate le più basilari regole sulla tutela dei dati sensibili: chiedo al Garante per Privacy di avviare un'inchiesta. Ringrazio anche la polizia il cui intervento tempestivo ha potuto evitare più infausti eventi. Sono certa della completa estraneità di Pier Paolo, riguardo vicende di droga o frequentazioni attribuitegli».

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