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Autista Atac grossista di droga

Il dirigente Condello e i panetti di droga 8Foto GmT)

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Gentile coi colleghi, attento alla fermata dell'autobus. Ma appena smontava dal servizio, neanche il tempo di appendere la divisa nell'armadio di casa a Tor Bella Monaca, e via di nuovo alla stazione Termini, sul suo scooterone, un Tmax col sottosella zeppo di hashish e cocaina. Dopo gli autisti ubriachi o drogati, ci mancava il conducente dell'Atac che fa il grossista di droga: un altro choc per i romani affezionati alla vecchia immagine del padre di famiglia che guida l'autobus coi capelli ordinati e il nodo della cravatta ben fatto. L'uomo arrestato mercoledì sera a Tor Bella Monaca è un romano di 40 anni, spesso in servizio sulla linea per Termini, sposato e con due figli. Una specie di dottor Jekill e mister Hyde che ha dato una mazzata all'immagine della categoria, 6.500 persone perbene che si guadagnano il pane onestamente. Invece F.B. puntava soprattutto sugli "straordinari", quelli alzati con un cospicuo giro di droga. «Non ce la faccio con lo stipendio che mi danno. Che devo fà, ho moglie e figli» ha spiegato ai poliziotti del commissariato Esquilino, diretti da Domenico Condello, che di droga gliene hanno trovata una quantità industriale: 16 chili di hashish di ottima qualità proveniente dall'Africa, confezionato in panetti da 100 grammi, serviva a fare 55 mila dosi. F.B. li teneva nascosti in un garage di via Poseidone, a Torre Angela poco distante dalla sua abitazione a Tor Bella Monaca. All'interno c'erano anche 150 grammi di cocaina purissima al 75% per un valore di 130 mila euro. Nel box sono stati anche trovati registri di contabilità del giro d'affari dell'uomo, bigliettini con vari nomi e soprannomi dei clienti assieme a 8.700 euro in contanti e 3.000 euro in assegni. Nel deposito lo spacciatore aveva anche una pressa idraulica per la cocaina che rendeva la droga di maggior pregio. I poliziotti, con il sostituto commissario Maurizio Protani, lo hanno arrestato mentre caricava la droga sulla sua moto, fuori dal box, che non sarebbe di sua proprietà. Secondo gli investigatori l'uomo sarebbe un grossista collegato presumibilmente a un'organizzazione criminale. All'operazione della polizia ha collaborato anche l'azienda Atac, che da un mese è in contatto con gli inquirenti. «Siamo pronti a licenziarlo, abbiamo avviato le procedure» ha detto l'amministratore delegato Atac Adalberto Bertucci che conferma «la propria politica di "tolleranza zero" nei confronti degli autisti che fanno uso di sostanze stupefacenti. L'arresto di un nostro dipendente implicato in vicende di droga - ha sottolineato Bertucci - è frutto dell'intensa collaborazione instaurata con le forze dell'ordine per dar seguito alla politica di tolleranza zero che abbiamo adottato contro chi fa uso di droga, che sicuramente non può lavorare per chi svolge un'attività di servizio pubblico e ha la responsabilità della vita di altre persone». «Un atto dovuto nei confronti dei cittadini, che hanno il diritto di sentirsi al sicuro quando viaggiano sui nostri mezzi, ma anche - aggiunge - nei confronti delle migliaia di autisti perbene che ogni giorno svolgono con diligenza e professionalità il loro lavoro. Da circa un anno stiamo svolgendo test antidroga a campione fra tutti nostri autisti e su circa duemila controlli effettuati i casi positivi si possono contare sulle dita di una mano, il che conferma che quella degli autisti è una categoria sana».

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