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Cosimo Bove FIUMICINO La posa della prima pietra del nuovo porto di Fiumicino, fa inevitabilmente tornare d'attualità la mancata esecutività del bacino portuale di Anzio, causa parere negativo da parte della Regione Lazio.

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«Dopol'inaugurazione dei lavori a Fiumicino, è necessario ora far partire il Porto di Anzio, tenuto strumentalmente bloccato dall'attuale amministrazione regionale di centrosinistra, che accampa scuse del tutto pretestuose come la viabilità e l'altezza delle strutture che dovranno ospitare i cantieri. Le iniziative di Fiumicino e di Anzio - conclude Celori - dovevano partire già da diverso tempo. Nel salutare la posa della prima pietra a Fiumicino, ci aspettiamo altrettanta collaborazione da parte della Regione per il porto di Anzio. Non è giusto fare due pesi e due misure». Sulla stessa lunghezza d'onda, Massimo Cacciotti, componente del direttivo regionale del Pdl. «A Fiumicino i lavori sono partiti grazie alla collaborazione tra Istituzioni di diverso colore politico. Ad Anzio questo non riesce ad avvenire. Ha ragione il sindaco Bruschini quando chiede che l'ente regionale sblocchi definitivamente l'iter per la partenza dei lavori anche nella città neroniana». Ottimista sui progetti la candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Pdl Renata Polverini. «So che ci sono dei progetti in atto – ha ammesso durante la cerimonia di posa della prima pietra al porto di Fiumicino – e per quanto mi riguarda sono senza ombra di dubbio a favore di tutti quei progetti utili a valorizzare i nostri 360 chilometri di costa». Per il vicepresidente della Regione Esterino Montino, «il problema del progetto riguardante Anzio, è che sono stati piazzati dei capannoni alti 10 metri sul braccio esterno del nuovo porto, e dovrebbe essere come minimo riposizionati all'interno. Lì dove sono, non hanno ragion d'essere». Sulla vicenda è intervenuto nella giornata di ieri anche il consigliere comunale del Pd di Anzio, Ivano Bernardone. «La notizia della consegna al Comune di Anzio delle aree demaniali marittime da parte del Ministero delle Infrastrutture, per la realizzazione del nuovo porto, potrebbe essere l'occasione giusta per rielaborare un progetto, quello della Capo d'Anzio, che fa acqua da tutte le parti, col rischio di destabilizzare l'assetto archeologico e storico-culturale e con un impatto dannoso sul litorale romano e sull'assetto urbanistico della città».

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