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Case e strade minacciate dal mare

Torvaianica, lungomare delle Sirene

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Da Torvaianica a Ostia si riparano ancora i danni del maltempo e delle violente mareggiate. Ed è anche il momento della conta dei danni. Sul lungomare delle Sirene a Torvaianica si sta realizzando una scogliera provvisoria a protezione delle case. La barriera, all'altezza del civico 504, serve per fronteggiare l'erosione della spiaggia a seguito delle mareggiate. Il mare ha risucchiato buona parte della spiaggia, lambendo le case realizzate a ridosso dell'arenile. L'altro ieri è crollato il bar «La Barca» che si trova proprio sull'arenile. La Regione, attraverso l'Ardis ha predisposto questo intervento urgente per evitare ulteriori danni. Sono impegnati ben dodici camion per il trasporto delle rocce, utilizzando due ruspe per il loro posizionamento lungo un tratto di 50 metri. Assieme ai tecnici regionali hanno collaborato i marinai della Capitaneria di Porto di Torvaianica, guidati dal comandante Francesco Tiso, e i volontari della Protezione civile Echo, coordinati dal disaster manager Walter Di Domenico. «La Regione - ha detto Francesco Tiso, della Capitaneria di Porto di Torvaianica - con l'Ardis ha avviato quest'opera per evitare che un'altra mareggiata. L'altra notte il mare ha risucchiato altri cinque metri di spiaggia».   E anche i balneari a Ostia contano i danni e lanciano l'allarme erosione. La spiaggia praticamente non c'è più e in alcuni punti del lungomare le onde hanno iniziato a lambire la massicciata stradale. «L'ultima mareggiata – spiega Renato Papagni, presidente dell'Assobalneari – ha accellerato il processo erosivo in atto sulle spiagge di Ostia. Le ondate hanno spazzato via oltre 40 metri d'arenile per quasi due chilometri di spiaggia, ingoiando metri e metri d'arenile soprattutto nel tratto compreso tra il canale dei pescatori ed il lungomare Amerigo Vespucci. La violenza della corrente ha disperso migliaia di metricubi di sabbia trasportandoli al largo. Si tratta di sabbia persa che difficilmente la corrente riverserà sulle altre spiagge. Serve un intervento globale di ripascimento dell'arenile, ripensando un sistema di riporto capace di garantire, anche sotto l'effetto erosivo, un minimo di apporto di sabbia. La situazione in alcuni impianti è drammatica – continua Papagni – Alla Capannina, ad esempio, l'erosione ha raggiungo le strutture balneari che si trovano pericolosamente esposte alla prossima mareggiata».

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