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Segnaletica e autovelox Ecco il piano del Comune

Le voragini della città

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Calano gli incidenti stradali a Roma e in provincia, ma i dati restano drammatici. Nella sola Capitale nel 2008 ci sono stati 18.181 incidenti, 24.062 feriti e 190 morti. I dati della Consulta provinciale per la sicurezza stradale supportano il piano del Comune che ha l'obiettivo di ridurre del 50% gli incidenti stradali; si punta sulla nuova segnaletica, autovelox, semafori intelligenti e isole pedonali. Ma intanto, a causa delle piogge, è emergenza buche in tutta la città. Portuense, Colombo e Prenestina. Sono queste le strade «killer» della Capitale. A rivelarlo i dati sull'incidentalità stradale a Roma e provincia presentati a palazzo Valentini dalla Consulta provinciale per la sicurezza stradale. Nel particolare, nel 2008 gli incidenti in provincia sono stati in provincia 4.455 e a Roma 18.181; i feriti rispettivamente 6.467 e 24.062. I morti sono stati invece 123 in provincia e 190 a Roma. «Un risultato positivo - ha commentato il presidente della Consulta, Marcello Aranci - ma assolutamente insufficiente se si tiene conto che secondo la nostra proiezione a Roma nel 2009 sono morte 180 persone e nell'intera provincia i morti sono stati circa 280». Dati allarmanti, certamente, ma è pur vero che sulle strade si muore di meno. Complessivamente infatti si è registrata una riduzione dal 15% di incidenti e morti. Nel comune di Roma gli incidenti sono scesi del 16% e la mortalità del 24%. Ed è proprio da qui che occorre ripartire per una politica sulla sicurezza stradale che sta dando buoni risultati ma non ancora sufficienti per evitare decine di vittime sulle strade cittadine. E su questo l'assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi, ha fissato nel piano strategico per la mobilità sostenibile, un obiettivo ambizioso: la riduzione del 50% delle vittime di incidenti stradali in quattro anni. Nonostante infatti il trend sulla mortalità dovuta alla strada sia in diminuzione ormai da circa cinque anni, a Roma si conta ancora una media di 55 incidenti e un decesso al giorno. Nell'80% dei casi si tratta di motocicli e ciclomotori. Spesso si tratta di tamponamenti o cadute causate dalla stessa segnaletica stradale o assente, o insufficiente o addirittura pericolosa, come i «vecchi» cordoli o la vernice consumata delle strisce pedonali o delle mezzerie che, in caso di pioggia, diventano per le due ruote nemici «invisibili». Anche su questo il Campidoglio sta avviando diversi progetti sia per il rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale sia per la sperimentazione di nuove tipologie di segnalazione stradale. Ad esempio in alcuni punti del centro storico si stanno sperimentando le strisce pedonali non più verniciate ma fatte di sampietrini di diverso colore. Ancora, prosegue il programma di potatura di alberi e di pulizia di caditoie e tombini. Ma a fissare le cose fatte e quelle da fare, è il delegato del sindaco alla sicurezza stradale, Roberto Cantiani. «A Roma il trend risulta essere migliore rispetto alla media nazionale, peraltro già in calo rispetto al passato - commenta Cantiani - ma è fondamentale adesso lavorare in modo sempre più unitario e coeso, anche con tutte le altre realtà istituzionali coinvolte». Un lavoro di coesione istituzionale e di coordinamento insomma, come l'accordo siglato in Campidoglio con l'Ania che ha dotato ogni gruppo della Polizia Municipale di proprio sistema per effettuare l'alcol test e un tuboblu, un sistema che consente di fare il test più rapidamente. «Il 2010 sarà l'anno che vedrà il varo del piano strategico per la sicurezza stradale a Roma, il cui primo punto quello di tutelare la cosiddetta utenza debole, ovvero gli scooteristi per il 55 per cento coinvolti in incidenti stradali, i pedoni e i ciclisti - ricorda ancora il delegato capitolino alla Sicurezza stradale - un forte segnale deve essere dato per quello che riguarda la mobilità nell'orario notturno. Preoccupano infatti i dati emersi circa le morti nelle ore notturne e sulle strade più frequentate dal popolo della notte. Oltre a prevedere l'uso di nuove tecnologie per contrastare questo fenomeno è previsto il nuovo accordo con il Silb che prevede la responsabilizzazione dei locali che somministrano alcool al pubblico». Ma non è tutto. Dall'analisi della consulta risulta infatti che il Municipio dove avvengono più incidenti è il I°, ovvero il centro storico e comunque, ovviamente, nelle aree con maggiore densità abitativa. Ecco allora che nei programmi dell'amministrazione capitolina si prevede un ampliamento delle cosiddette «isole ambientali» e percorsi pedonali anche in periferia. In tal senso è già attiva una sperimentazione in X Municipio, dove in via Lemonia la carreggiata è stata ristretta in modo da far rallentare i veicoli e i marciapiedi allargati in modo da evitare la sosta in doppia fila. Ma certamente un contributo sostanziale verrà dall'utilizzo delle nuove teconolgie e da nuove misure di sanzionamento. Autovelox, prima di tutto e semafori intelligenti, dotati anche di telecamera per un effetto soprattutto di prevenzione. Molto è ancora da fare, poi, sull'educazione stradale, ovvero il potenziamento di campagne di informazione e di formazione rivolte soprattutto ai giovani, che restano purtroppo le vittime più numerose sulle strade, e non solo quelle cittadine.

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