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L'80% dei contagi è a Roma Dal Maso: vaccinatevi, è sicuro

Fazio garantisce la consegna dei vaccini e stanzia 20 milioni

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È vero che il policlinico Umberto I è azienda di riferimento nazionale per l'emergenza A? «Sì, fa parte delle 13 strutture nazionali che dovranno fronteggiare l'emergenza» risponde Maurizio Dal Maso, direttore sanitario del policlinico. Come si è organizzato per l'influenza A? «Abbiamo attivato un percorso dopo il triage che scarica sull'ambulatorio delle malattie infettive i pazienti con sintomi di influenza A per non gravare sul Pronto Soccorso; abbiamo inoltre strutturato una parte ambulatoriale dedicata ai bambini, la categoria più colpita, costituita da 4 stanze. Oggi nel policlinico ci sono 13 posti letto adulti ricavati in malattie infettive, più 14 letti in pediatria e, in coincidenza del picco, avremo altri 16 posti letto adulti e un numero maggiore di personale a disposizione». Quando è iniziata la vaccinazione del personale? «La settimana scorsa, con 150 vaccinazioni al giorno; ma solo il 20% del personale ha deciso di vaccinarsi. Invece vaccinarsi è fondamentale, i vaccini sono sicuri, consiglio ai romani di vaccinarsi, e di seguire l'esempio dei medici, anche se bisogna ribadire che vaccinarsi è comunque un atto volontario». Quale la criticità? «Sono i posti letto intensivi, che non si possono inventare. Il vero problema il massiccio afflusso che oggi io non posso quantificare». È vero che nel vaccino per l'influenza A c'è un aiudiuvante chiamato squalene che si presume abbia portato a forme di sclerosi multipla nei militari americani che lo hanno assunto durante la prima guerra del Golfo? «Non ho risposte adeguate dunque non entro nel merito. Diciamo che comunque il vaccino aiudiuvato permette di unificare con un unico prodotto il vaccino dell'influenza stagionale e quello per il virus A».  Che messaggio dà ai romani? «Il secondo è quello di non venire inutilmente al pronto Soccorso se non vi è necessità. Se un bambino ha 38 di febbre e ha la tosse, il fatto di sapere se ha o meno il virus A non fa differenza. Se il bambino non presenta complicanze e se non rientra nei casi a rischio deve stare a casa, deve essere curato ed evitare di venire in ospedale dove correrebbe anche il rischio di contrarre il virus A. So che la gente è confusa». Si effettua al Policlinico il test per l'influenza A? «No, facciamo il prelievo ma il test si fa al Gemelli che ci fornisce le risposte». È vero che gli over 65 sono immuni al virus perché intorno agli anni '50 si è verificata un'epidemia dello stesso ceppo che li ha resi immuni? «Questa è la spiegazione per cui si dice che questo virus attacca principalmente giovani ed adulti». Il virus a è più pericoloso di altri che si sono manifestati nel corso degli anni? «Sarebbe interessante paragonare i dati di pazienti morti per virus a e quelli per l'influenza stagionale. Questo farebbe capire che non c'è nulla di diverso alle altre influenze che in alcuni casi hanno generato anche più morti». Da 1 a 10 quanto è pericolosa l'influenza da virus A? «In condizioni standard non è pericolosa, ma il contagio è facilissimo. E possono esserci complicanze anche gravi in soggetti a rischio».  Quante persone sono passate per il Policlinico? «Domenica scorsa abbiamo avuto 140 accessi in pediatria, l'80% rispetto alla media legati naturalmente al sospetto di influenza A». Ci sono zone maggiormente colpite dai focolai? «Non ho elementi tecnici reali al riguardo per poter dare una risposta. Al contrario dell'influenza stagionale di cui si conosce tutto, ci potrebbero essere fattori di rischio maggiori in certe aree ma lo potremo sapere solo in futuro».

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