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Altre due donne lo accusano

Luca Bianchini, il presunto stupratore all'epoca dell'arresto

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Oltre alle tre vittime di stupro per le quali il dna accusa Luca Bianchini, il 33enne arrestato dalla squadra mobile di Roma, ci sono altre due donne, vittime di aggressione, che lo hanno visto in faccia e che lo hanno riconosciuto in fotografia. Oltre ai tre episodi di violenza sessuale, due a Tor Carbone, uno alla Bufalotta, per i quali Bianchini è accusato, secondo gli investigatori infatti sono almeno 15 gli episodi di violenza o tentata violenza che potrebbero essere a lui riconducibili e per i quali si sta indagando. Mentre l'arrestato continua a dirsi innocente, la squadra mobile sottolinea che ci sono altre prove che lo accusano, oltre alla prova principe, quella del test del Dna che Bianchini ha chiesto di ripetere: una delle vittime ha infatti riconosciuto parzialmente la targa della sua auto, e altre due donne, che lo hanno visto in faccia, lo hanno riconosciuto dalla fotografia. Intanto emergono nuovi particolari sugli stupri e sulle tentate aggressioni avvenuti a Roma a danni di donne mentre parcheggiavano la propria autovettura nei box-garage. Tutte le vittime delle violenze hanno raccontato agli investigatori della Squadra Mobile che l'uomo dopo lo stupro portava via con sè gli slip. La biancheria intima delle donne non è però stata ritrovata nelle perquisizioni compiute dagli investigatori della Mobile nell'abitazione di Luca Bianchini. Così come non è mai stato ritrovato il passamontagna che lo stupratore ha utilizzato per non farsi riconoscere. Gli inquirenti escludono che Bianchini possa aver nascosto o essersi sbarazzato di questi oggetti. Nel telefono cellulare di Luca Bianchini gli investigatori hanno rinvenuto un piccolo video dove è ripreso il pavimento e in sottofondo si sente la sua voce che sussurra "amore, amore".  

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