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«Ancora pazienza Roma sarà al top»

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«Romakaput mundi», è questo l'obiettivo da raggiungere e il vicesindaco, con delega al Turismo, Mauro Cutrufo, non ha dubbi su come fare per trasformare Roma in una capitale mondiale. Onorevole Cutrufo, è stata una settimana importante quella appena conclusa, iniziata con il concerto di Andrea Bocelli al Colosseo e conclusa ieri con il Giro d'Italia in pieno centro. Superata la prova? «Roma ha svolto la funzione di una delle più grandi capitali del mondo, quanta gente sa che Roma la città più grande d'Europa e la più antica, con il 30% dei beni archeologici e culturali inventariati al mondo, il 50% del patrimonio italiano, che è il 70% di quello mondiale. Tutto questo è sempre sotto traccia, ma questi eventi rendono giustizia a Roma. Quanti dei 40 milioni di spettatori che hanno seguito il concerto di Bocelli al Colosseo avranno deciso di venire a Roma, così come i milioni di sportivi che hanno seguito il Giro d'Italia, e la Champions che ci ha fatto "guadagnare" i complimenti degli inglesi». Tanto successo, certamente, e un'immagine di Roma come grande capitale che ha fatto il giro del mondo. I romani però hanno pagato un prezzo altissimo. «I cittadini romani hanno l'onore e l'onere di vivere nella capitale, che certamente risorge con questi grandi eventi mondiali ma è anche vero che ai romani spetta di più, in termini di servizi innnazitutto e anche meno tasse. Insomma, devono avere un "ristoro" per i disagi che subiscono». Se ne parla da anni, ma non cambia mai nulla. Cosa proponete di diverso? «Innanzitutto abbiamo Roma Capitale. Finalmente lo Stato si è accorto non solo degli oneri di Roma, basti pensare alle persone che vengono per protestare perché sede del governo, ma anche degli onori della nostra città. Finanziamenti straordinari dunque, come avviene per tutte le capitali del mondo, per investire nei servizi, nei trasporti, nelle infrastrutture. Questo significa compensare i romani dei disagi che subiscono per il fatto di vivere a Roma». Il turismo è il settore principe dell'economia capitolina, eppure nelle casse comunali non entra un euro, anche questa sarebbe una «ricompensa» per i romani, non crede? «Certamente. Infatti, insieme al sindaco di Firenze e Venezia abbiamo presentato una proposta al ministro Brambilla per trattenere l'1 o il 2% dell'Iva derivante dai servizi turistici. Una percentuale non alta ma che per i tre comuni che accolgono il maggior numero di turisti in Italia, significherebbe incassare milioni di euro da reinvestire nei servizi per le città». Non solo turismo e grandi eventi, ma anche cortei. L'ultimo per il G8 ha messo in ginocchio mezza città. «In passato era stata fatta la proposta di una "protestopoli", vale a dire un luogo in periferia dove manifestare e attraverso dei maxi schermi "entrare" nei palazzi del potere. Una soluzione che non ebbe grande accoglienza da parte delle organizzazioni sindacali ma che si può rilanciare». Se bocciata in passato, perché "protestopoli" dovrebbe essere accettata oggi? «Occorre trovare un giusto equilibrio tra il dovere della rappresentanza, l'onere della rappresentanza e il ruolo della capitale. Noi potremmo agire sul calendario ad esempio e proporre cortei in aree centrali solo il sabato, una giornata che creerebbe certamente meno problemi alla mobilità cittadina». Cortei in centro solo il sabato, perché i sindacati dovrebbero accettare? «Abbiamo dei doveri come Capitale e accogliere chi vuole manifestare, ma dobbiamo anche evitare il caos e la paralisi della città. L'equilibrio si può trovare offrendo un'alternativa, come appunto quella del calendario e proporre il sabato come giornata per i cortei in centro e "protestopoli" per gli altri giorni della settimana».

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