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Legge elettorale, via libera al Senato. Ora nuovo passaggio alla Camera

Foto: LaPresse

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Il Senato ha approvato la nuova legge elettorale che ora torna all'esame della Camera. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza, introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza (fissato al 42%), soglie di accesso al 3% e il ritorno parziale delle preferenze (con capilista bloccati e senza alternanza di genere), con l'obiettivo dichiarato dal centrodestra di garantire maggiore stabilità e consentire agli elettori di scegliere la coalizione destinata a governare. Per il governo il testo rappresenta un intervento strutturale sulle regole del voto, mentre le opposizioni contestano soprattutto il premio di maggioranza, i capilista bloccati e il rischio di una compressione della rappresentanza. Tra i punti centrali della riforma c'è la soglia del 42% dei voti per l'assegnazione del premio di maggioranza, che porta complessivamente a 105 i seggi aggiuntivi attribuiti alla coalizione vincente: 70 alla Camera e 35 al Senato. La riforma reintroduce inoltre le preferenze, dopo oltre 30 anni, mantenendo, però, una quota di candidati bloccati. Per il senatore di FdI Andrea De Priamo si tratta di "una conquista di democrazia", perché le preferenze "tornano al Parlamento dopo più di 30 anni grazie al governo Meloni, grazie a questa maggioranza". De Priamo ha respinto le critiche dell'opposizione, sostenendo che la nuova legge abbia l'ambizione di essere una disciplina "per i prossimi lustri e non certamente per questa o quella maggioranza".

Sul fronte della maggioranza, De Priamo ha difeso l'impianto della legge sostenendo che il precedente Rosatellum fosse stato costruito per "portare al pareggio, alla palude, all'incertezza" e che l'obiettivo della nuova disciplina sia invece trasformare la stabilità dell'attuale governo "in una costante strutturale del sistema politico italiano". "La rappresentanza senza governabilità produce un indebolimento della politica", ha osservato. Dopo il via libera del Senato, la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati si è detta ottimista sul passaggio alla Camera. "Non vedo nessuno scoglio. Sono ottimista che passerà, non credo che ci sarà qualche sovvertimento", ha detto ai cronisti. Quanto all'eventuale ricorso alla fiducia a Montecitorio, Casellati ha frenato: "Questo non lo so. Adesso facciamo un passo alla volta, è stata approvata qui, c'è l'altro passaggio". La ministra ha inoltre respinto le preoccupazioni dell'opposizione sulla rappresentanza femminile. "Sono sempre i partiti con qualsiasi legge elettorale a posizionare i candidati", ha spiegato Casellati, sottolineando che il meccanismo delle quote "può restare un fatto semplicemente formale se poi non c'è un'attuazione conforme da parte dei partiti". "Non sono preoccupata per questo, anche se ho ritenuto che le quote abbiano avuto un grande valore per far entrare più donne", ha aggiunto. Ora, ha concluso, la responsabilità resta ai partiti, ai quali spetta riconoscere "il merito alle donne e i talenti delle donne" nella rappresentanza politica.

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