Governo del campo largo, da Bonafede a Ruffini: la lista horror dei ministri di sinistra
Voi vorreste leggere delle mattane di quel tale che dice “io sono più grande di Napoleone perché ho gli aerei” ma, ha ragione Massimo Cacciari, sono villanie e non mette conto discuterne. Parliamo d’altro. Parliamo dell’elefante, come diceva Longanesi. E che elefante! La formazione del governo del Campo largo che, nonostante manchi un anno al voto, nonostante non esista il Campo largo, nonostante non siano d’accordo su niente, nemmeno sui giorni della settimana, Elly Schlein e compagni hanno provato a fare al Nazareno. Ne è venuto fuori una specie di film horror del tipo “Non aprite quella porta” o film comico del tipo “L’aereo più pazzo del mondo” – sarà uno degli aerei che non aveva Napoleone – o una rivisitazione di un film di Totò e Peppino: “La banda di scarpa sciolta colpisce ancora”.
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Infatti, sembra una notizia di un mondo fuori dal mondo, eppure così è: “Totoministri al Nazareno (ma su ogni dicastero si accende una disputa)”. È il titolo del pezzo del Corriere della Sera che fornisce particolari grotteschi ed esilaranti, tanto che ad un certo punto il lettore si chiede: “Mi stanno prendendo in giro?”. No. È tutto vero. Però, è anche vero che ci stanno prendendo in giro perché come si fa a pensare di fare un governo se non si è d’accordo sul nome del presidente del Consiglio, sul nome dell’uomo del Viminale, sugli Esteri, sulla Difesa e – tenetevi fortissimo – sulla Giustizia dove si vorrebbe il ritorno di Alfonso Fofò Bonafede? Al Nazareno devono aver preso, oltre ad una gran botta di calore, molto sul serio l’idea di presentare la squadra di governo agli elettori prima del voto.
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Ma non hanno capito che una cosa è presentare un governo serio con uomini e donne autorevoli e altra cosa è proporre agli elettori il governo di Arlecchino e di Pantalone in cui Elly vuole prendere il posto di Giorgia Meloni ma Giuseppe Conte le sfila la poltrona che non c’è e, addirittura, al Viminale si penserebbe di insediare Francesco Boccia mentre Ernesto Maria Ruffini andrebbe all’Economia, che è come mettere Dracula all’Avis. Il ministero della Difesa è una vera e propria grana: lì, infatti, andrebbe Lorenzo Guerini che, però, è troppo atlantista e difende in modo eccessivo l’Ucraina contro Vladimir Putin. Beh, a questo punto potrebbero sempre pensare di fare a meno della Difesa che in un mondo pressoché perfetto, come quello che sicuramente si avrebbe con il governo dei migliori, risulterebbe superflua. Si scherza, ma nemmeno più di tanto. Questo è uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia. Coraggio, il meglio è passato diceva Ennio Flaiano. Il suo sarcasmo ci aiuta a vivere, ma anche lui davanti a simile spettacolo non avrebbe avuto il coraggio di guardare il film. Il costo del biglietto, del resto, di una simile pellicola sarebbe spropositato e ricadrebbe per intero sulle spalle del borghese italiano – “ceto medio” dicono i sociologi – che le prenderebbe peggio di Pulcinella. Attenti all’elefante, parliamone.
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