Ronzulli (Forza Italia): «Ci rivolgiamo agli italiani che non amano la politica urlata, diffidano delle semplificazioni e chiedono concretezza»
«Essere pienamente il centrodestra, senza ambiguità che confondono il nostro elettorato. Stare tra la gente, ascoltare i cittadini, valorizzare le nostre battaglie liberali e confrontarsi con chi si sente deluso o distante dalla politica. Dobbiamo essere rivoluzionari, come lo era Berlusconi». Per Licia Ronzulli, vice presidente del Senato e dirigente nazionale di Forza Italia, è questa la strada per battere, ancora una volta, i progressisti.
Manca ormai sempre meno al ritorno alle urne. Il centrodestra può essere ancora competitivo?
«Assolutamente sì. Abbiamo dimostrato di esserlo anche nelle ultime elezioni amministrative. Questo Governo ha rimesso in ordine i conti pubblici e restituito all’Italia l’autorevolezza che merita nel mondo. Abbiamo avviato un percorso di riduzione delle tasse e di seria gestione dei flussi migratori».
Quanto è importante il ruolo del centro nella coalizione che sfiderà Schlein e Conte?
«Forza Italia è centrale e fondamentale non per contendere pochi voti al confine tra gli schieramenti, ma perché è in grado di rivolgersi a quei milioni di italiani che non amano la politica urlata, diffidano delle semplificazioni e chiedono concretezza. Dobbiamo rappresentare lavoratori, imprenditori e liberi professionisti. Se saremo in grado di proporre una visione chiara per il futuro dell’Italia potremmo essere decisivi».
Cosa ne pensa delle parole di Trump su Giorgia Meloni?
«Trump è stato sgarbato con una donna, con il capo di un governo amico. L’aveva già fatto con Papa Leone, Macron, Merz, Sanchez e Starmer, ma con la Meloni ha trovato pane per i suoi denti. Trump dovrebbe essere il leader della destra occidentale e dell’Occidente, ma si sta rivelando il distruttore sia della destra occidentale, sia dell’Occidente».
Tra le priorità per l’esecutivo, nei prossimi mesi, ci sarà soprattutto la lotta al carovita. Avete pensato a qualche azione per abbassare le tasse?
«C’è una proposta molto chiara che Forza Italia ha messo sul tavolo, ossia la riduzione al 33% dell’aliquota Irpef per i redditi fino a 60 mila euro. Ne stiamo discutendo con i nostri alleati».
Altro tema cardine della prossima campagna elettorale sarà la sicurezza. L’esecutivo deve fare di più?
«Il Governo ha fatto molto bene, ma sulla sicurezza si può sempre fare di più. I cittadini devono sentirsi sicuri nelle città e nelle proprie case. Le donne devono poter vivere gli spazi pubblici in libertà».
Anche l’altroieri a Brindisi è stato arrestato un tunisino perché esaltava la Jihad. L’Isis è presente pure in Italia?
«L’estremismo islamista rappresenta una minaccia che va affrontata con grande attenzione. È necessario monitorare e contrastare i processi di radicalizzazione, intervenendo sia nei contesti fisici che in quelli digitali. Chi rappresenta un pericolo deve essere allontanato, mentre chi vive regolarmente nel nostro Paese deve essere pienamente integrato nel rispetto delle leggi, dei valori e delle libertà che caratterizzano l’Italia».
La sinistra all’ultimo G7 accusa la premier di aver avuto un ruolo di secondo piano. È davvero così?
«La sinistra italiana vive di slogan. La realtà è che oggi il nostro Paese dialoga da pari a pari con tutti e ha conquistato una credibilità riconosciuta. In uno scenario internazionale complesso, il Governo e la premier Meloni stanno lavorando per tutelare gli interessi nazionali e rafforzare sempre di più il ruolo dell’Italia».
Secondo gli ultimi sondaggi, chi guida il Paese adesso starebbe perdendo terreno. È possibile recuperare?
«I sondaggi fotografano tendenze, non risultati definitivi. Normalmente chi governa soffre un logoramento e una emorragia di consensi quasi inevitabili. Al centrodestra questo non è successo. Anzi, abbiamo mantenuto e consolidato la nostra percentuale. Il vero terreno di confronto è un altro, ossia il 40% di cittadini che si dichiara indeciso. La chiave è offrire una proposta credibile e una visione chiara del futuro».
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