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Meloni, infamia M5S contro Giorgia. “Lei con le ginocchiere” e la figuraccia di Ascani

Foto: Lapresse

Antonio Adelai
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Una frase a dir poco infelice, quella pronunciata ieri dal deputato del Movimento 5 stelle, Francesco Silvestri, nell’Aula della Camera. Si era nel bel mezzo della discussione generale sulle comunicazioni del premier, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno prossimi, quando il parlamentare pentastellato, nel suo intervento, ha avuto la «brillante» idea, rivolgendosi al capo del governo, di usare queste parole: «Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Benjamin Netanyahu e di Donald Trump. Lei non ha rialzato la schiena, lei ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader completamente diverso e spero che tra qualche mese arriverà». Dichiarazioni che hanno provocato la reazione immediata degli esponenti della maggioranza.

 

 

A sollevare la questione è stato il deputato di Fratelli d’Italia e Questore della Camera, Paolo Trancassini, che dopo aver definito «vergognoso» quanto accaduto, ha osservato: «Si sa cosa si intende quando si dice che una donna, di fronte a un uomo, si è messa le ginocchiere. Mi auguro si apra un’istruttoria su quanto è stato detto perché è inaccettabile, c’è un limite a tutto». Dal canto suo, il presidente dei deputati di FdI, Galeazzo Bignami, ha invocato la sospensione per Silvestri, aggiungendo «che un gesto di responsabilità politica imporrebbe allo stesso Silvestri di rassegnare le proprie dimissioni». Ma a replicare da par suo ad un’allusione non proprio elegante ci ha pensato il presidente del Consiglio: «In tema di rispetto delle donne ho ascoltato un collega che non mi invita a indossare delle ginocchiere, mi dice che ho indossato delle ginocchiere. Collega Silvestri l’affondo di Meloni - quello che voi non riuscite ad accettare è che c'è una persona che senza mai indossare delle ginocchiere è arrivata dove è arrivata senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie, è questo che vi dà fastidio. Vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra, perché voi non siete stati capaci a proporla». Una rivendicazione dei propri meriti, un intervento ineccepibile, accolto da una vera e propria standing ovation, con applausi, dai banchi del centrodestra, in particolare da quelli di Fratelli d’Italia.

 

 

Per la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie e componente della commissione d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, «le parole di Silvestri sono di una violenza, volgarità e di un sessismo sconvolgente». Ester Mieli ha definito «ignobili» le parole di Silvestri, parole che «dovrebbero far sussultare anche gli animi delle femministe italiane». Ma la solidarietà al premier è arrivata anche da rappresentanti delle opposizioni. La senatrice del Pd, Valeria Valente, ha sottolineato che Silvestri «avrebbe potuto usare parole diverse, proprio per evitare fraintendimenti, tanto più perché si rivolgeva a una donna». A presiedere l’aula in quel momento la dem Ascani che, solo in un secondo momento, si è scusata per non aver «colto quel senso nelle parole di Silvestri. È stata una mia mancanza. Se lo avessi colto, sarei intervenuta». Secondo il presidente del M5S, Giuseppe Conte, non c’è stata alcuna «offesa personale. È ovvio che è una critica dovuta al fatto della subalternità. Quindi non c’è nulla da speculare», mentre il diretto interessato ha provato, invano, a mettere una toppa al buco. Il termine «ginocchiere» era legato «ad un problema di postura politica del governo e non ad una questione sessista. Il Questore Trancassini ha deciso di aprire un’istruttoria, verrò con molto piacere a difendermi, non c’è nessun problema, conosco benissimo il gioco delle parti», ha affermato Silvestri. Un dietrofront tardivo, il suo, quando la frittata era ormai fatta.

 

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