Storace: Elly scansate, te stanno a 'ntortà. Le manovre di Bettini, Onorato &Co.
Mentre i riformisti scappano c'è chi si muove per avere Conte candidato premier. Gli avvertimenti alla segretaria dem si moltiplicano, ma lei se la ride noncurante
Ci vorrebbe un bel taxista, di quelli romani de Roma, che sotto al Nazareno glielo strilla: «Elly scansate, te stanno a ‘ntortà». Ci vuole proprio, stavolta, perché dopo la fatica che ha fatto per ascendere alla segreteria del Pd, i manovratori sono all’opera per farla fuori dalla contesa per la competizione su Palazzo Chigi. A esibirsi sul palcoscenico del nuovo 8 di settembre sono nomi noti, di quelli che fanno rumore ad ogni respiro. In ordine di grandezza spicca Paolo Mieli, che di cose politiche mastica assai e soprattutto di quelle rosse.
Lui lo ha detto col pregio della chiarezza da Giovanni Floris, a DiMartedì, su La7.
In verità lo aveva anche già scritto, ma vederlo rifilare una badilata niente male addosso ad Elly e di fronte a Giuseppe Conte è stato uno spettacolo da share impennato in una puntata che ha superato l’undici per cento di ascolti.
«Io sono tifoso della Schlein, ma per vincere - è stata la sostanza - bisogna cedere lo scettro della coalizione a Conte. Sennò i Cinquestelle non si mobilitano». Come botta niente male. Col capo pentastellato a ridacchiare sotto i baffi che non ha. Difficile capire se fosse una combine tra i due, anzi i tre con Floris, ma la mandrakata è stata notevole. Elly scansate, come gridava il taxista.
Ma non finisce qui, perché la palma del killer raffinato, che apparentemente non lascia impronte sulla pistola, spetta a Goffredo Bettini. Lo chiamano il guru ed è tutto meritato. Con un’intervista è capace di smuovere il campo largo. E al Corrierone ha raccontato la sua idea di campo largo, che alla fine è quella che favorirebbe Conte. Nessuno deve fare passi indietro, ma tutti in avanti: attacco a tre o chissà quante altre punte. Così, se con Conte e Schlein in campo assieme a un candidato centristucolo i voti li perde la leader dem e se li cucca Giuseppi.
Diavolo di un Goffredone, sempre lì ritorna. Sottovaluta solo il rischio autogol al Comunardo Nicolai. E il costruttore del candidato di centro dovrebbe essere Alessandro Onorato. È assessore di Gualtieri ma sembra orientato a realizzare una grande lista cinica. Sì, cinica e non civica se la spinta è quella che vuole dargli Bettini contro la Schlein. Non un partito, ma una zattera.
E ora si sente anche il clacson del taxi: «Ancora non ha capito, Elly, che te devi scansa?».
Insomma, si moltiplicano gli indiani a caccia dello scalpo della Schlein, che stanno lì a mandare avvertimenti alla leader dei dem. Il campo largo pare più minato dello stretto di Hormuz. Ma lei sorride, è convinta di aver vinto le amministrative, ammonisce la Meloni ma il cartellino rosso lo stanno preparando proprio per lei. Nel senso che non la vogliono più vedere arrivare. Se a tutto questo si aggiunge che cominciano a darsela a gambe levate dal Pd gli esponenti più riformisti, alla segretaria rimangono poche carte da giocare con un partito che si indebolisce: e a parlare sono anche i sondaggi sul centrosinistra. Pure Pina Picierno può farle male.
Del resto, hai voglia a cantare vittoria inesistente alle comunali. L’alleanza rossa ha vinto in Toscana (non ad Arezzo) e in qualche città del Sud, ma ha preso sberle pesanti a Venezia (persa contro il centrodestra) e Reggio Calabria. Qui con un risultato enorme per la coalizione di governo che si voleva decimata al sud. Meloni tiene, il centrosinistra litiga sul nome del leader per il 2027 e le primarie diventano il nuovo sport nazionale.
Il tassametro sotto il Nazareno continua a scorrere «onore’, la porto a casa?», ed Elly non se ne capacita. «Guardi che ho rimodernato il taxi, questa poltrona è comoda».
Finalmente, dirà la Schlein quando si accorgerà che sarà l’unica disponibile. Anche perché se tanto ci dà tanto competano pure come forsennati, Giuda, Bruto e tanti altri ancora che si sono succeduti nella storia dell’umanità, ma la loro corsa pare davvero limitata alle primarie.
Di fronte si ritroveranno la Meloni sostenuta da tutto il centrodestra, e non saranno nemmeno in grado di giocarsi la partita del Quirinale.
Ma questa è la terza puntata, primarie, politiche, Colle, su cui stavolta la maggioranza non sbaglierà mossa.
«Scansate, Elly».
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