Comunali 2026, al centrodestra Venezia e Reggio Calabria. Meloni: anche oggi il nostro crollo è rimandato...
"E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani". È condensato nel "P.S"' di un post sui social di Giorgia Meloni il senso del voto odierno. La presidente del Consiglio nello stesso messaggio scrive: "Rivolgo i miei auguri di buon lavoro ai sindaci eletti in questa tornata amministrativa. Avranno il compito di accompagnare le proprie comunità nei prossimi anni, affrontando sfide molto importanti. In bocca al lupo a tutti". La vittoria di Simone Venturini a Venezia è una splendida notizia per la coalizione. "Vincere al primo turno sarebbe mondiale", è il pensiero della premier riferito dal senatore di FdI Raffaele Speranzon, segnale della soddisfazione al test più importante di questa tornata amministrativa. "Un miracolo", il giudizio della presidente del Consiglio che sui social è tranchant sulle elezioni: "E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani".
La vittoria di Venezia — si ricorda che "da Elly Schlein a Giuseppe Conte si sono presentati tutti i leader dell'opposizione" — viene letta come cartina di tornasole di "una sconfitta del centrosinistra" e come conferma che "anche il referendum non era un voto politico sul governo: hanno pesato altri fattori, come Gaza e Trump...", osservano dalla maggioranza.
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Campo largo o campo... santo? I trucchi della sinistra si infrangono sulle urne
"Prendo atto che Schlein aveva detto: “Da Venezia arriverà un messaggio per Meloni”. Il messaggio è arrivato, andiamo avanti così, perché mi sembra che il messaggio sia arrivato con chiarezza", taglia corto il responsabile organizzativo di FdI, Giovanni Donzelli, che scandisce: "Vento cambiato? I loro sogni si infrangono con la realtà dei fatti". Un'iniezione di fiducia, insomma: "Eravamo sereni, determinati e tranquilli anche prima di questo voto e proseguiremo così", afferma ancora l'esponente del partito della premier.
La tornata di amministrative consegna l'indicazione al campo progressista che il "sorpasso" è solo nelle illusioni. Se era atteso un effetto referendum, questo non c'è stato. Sulle principali città al voto, il centrosinistra perde Reggio Calabria e soprattutto una doccia gelida arriva da Venezia. Qui, complici le polemiche tra il caso Venezi e la Biennale, le aspettative di un ribaltone erano alte. E invece, il dem Andrea Martella è sotto il 40%, mentre lo scrutinio è ancora in corso. Il centrodestra in grande vantaggio, vede vicinissima la vittoria già al primo turno. Poi c'è il caso Salerno con la vittoria tutta personale di Vincenzo De Luca: per la quinta volta sindaco, eletto al primo turno senza il sostegno del Pd e con M5S e Avs in pista con un altro candidato. Notizie positive per il centrosinistra arrivano un po' a macchia di leopardo da altri capoluoghi al voto. E' buono il quadro della Toscana dove il campo progressista tiene Prato con il 'gran' ritorno di Matteo Biffoni, sindaco per la terza volta, dopo i guai di Ilaria Buggetti, dimessasi a seguito di una inchiesta. C'è la conquista Pistoia con Giovanni Capecchi che espugna la città al primo turno, mentre sarà ballottaggio ad Arezzo. Tra le note positive anche Chieti con Giovanni Legnini che manca di un soffio la vittoria al primo turno, mentre potrebbe farcela ad incassare subito la vittoria ad Avellino, Nello Pizza. C'è poi Imola con Marco Panieri riconfermato sindaco come ad Andria, Giovanna Bruno. Vince al primo turno anche Andrea Munari a Vicenza e a Enna con Vladimiro Crisafulli.
Ma a dare un po' il segno alla tornata è la delusione di Venezia. Il responsabile Organizzazione della segreteria Schlein, Igor Taruffi non nasconde che se "ci sono diversi elementi positivi, poi certo ci sono anche alcuni risultati che non ci lasciano del tutto soddisfatti". Taruffi invita a "fare i conti alla fine", parla di voto locale e ribadisce il percorso verso le politiche: "Noi continuiamo, come abbiamo sempre detto, a ritenere che la partita per le elezioni politiche del prossimo anno è aperta". Lo fa anche Paola Taverna dei 5 Stelle che parla di "risultati in chiaroscuro" e conferma l'impegno M5S sulla costruzione del programma per "offrire quanto prima - a livello nazionale - un'alternativa a questo governo". Ma l'ammucchiata del campo larghissimo a ogni tornata elettorale si schianta sulle urne.
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