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La lettera a Il Tempo del ministro Piantedosi: strategia e risultati su immigrati e ordine pubblico. Ora la polizia locale va integrata nel sistema di sicurezza nazionale

Foto: Ansa

Matteo Piantedosi
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Gentile Direttore, ho letto con grande interesse il Suo editoriale di qualche giorno fa su il Tempo e desidero ringraziarLa innanzitutto per l’attenzione che il suo giornale, e Lei per primo, state riservando al lavoro che stiamo svolgendo. La ringrazio, inoltre, per aver colto un punto essenziale che troppo spesso, negli anni passati, in molti hanno trascurato o finto di non vedere. La sicurezza, lo dico spesso perché ne sono convinto, è il fondamento stesso della libertà dei cittadini, mentre troppe volte è stata considerata espressione di una visione arcaica dello Stato in contrapposizione a quelle stesse libertà.

 

Il nostro Governo ha scelto di intervenire senza ipocrisie su problemi che, a mio parere, troppo a lungo erano stati sottovalutati. Lo abbiamo fatto sull’immigrazione illegale, sul contrasto al degrado urbano, sul rafforzamento delle forze dell’ordine e della presenza dello Stato nei territori più difficili. Lo stiamo facendo con la gradualità imposta dalla dimensione di fenomeni consolidatisi negli anni; una gradualità inevitabile ma, allo stesso tempo, affrontata con una convinta progressione di interventi che contiamo di portare avanti senza indugi fino al termine naturale del nostro mandato. Ne può stare certo.

I provvedimenti che ad oggi abbiamo approvato sono stati spesso criticati da una parte dell’opposizione con accuse di «ipertrofia normativa», asseritamente mirata a correggere o rimediare alla presunta inefficacia degli interventi precedenti. In realtà, glielo assicuro, sono stati tutti importanti tasselli di una precisa, progressiva strategia: rendere più forte la presenza dello Stato dove più occorre e garantire ai cittadini condizioni crescenti di legalità e sicurezza.

E i risultati cominciano a darci ragione. Con questo Governo sono diminuiti fortemente gli ingressi irregolari ed i rimpatri stanno aumentando progressivamente.

 

Anche quelli volontari ed assistiti, realizzati insieme con l’Organizzazione mondiale per le migrazioni, secondo direttive e programmi europei e nel più totale rispetto dei diritti fondamentali delle persone, ma, ciononostante, criticati da chi ha in mente solo un’apertura indiscriminata dei nostri confini ad una immigrazione totalmente incontrollata, spesso gestita da trafficanti ed affaristi senza scrupoli. Abbiamo avviato una stagione di assunzioni nelle forze di polizia come non si vedeva da decenni, tanto che, nonostante questa sia l’epoca di un rilevante numero di pensionamenti, a fine legislatura contiamo di lasciare un numero superiore di divise rispetto al nostro insediamento.

Stiamo investendo tanto in progetti, anche tecnologici, di sicurezza urbana e per il controllo del territorio. Nelle città italiane le prefetture e le forze dell’ordine, senza clamori, stanno portando avanti programmi di intervento sul patrimonio immobiliare pubblico e privato per restituirlo ai legittimi proprietari e ad un utilizzo che non sia affidato alla gestione di un illecito e surrettizio welfare criminale.

Insomma, abbiamo riportato il tema della legalità e di una società più ordinata al centro dell’azione pubblica dopo anni in cui si era preferito affrontarlo quasi esclusivamente come un problema culturale anziché come una necessità concreta.

Le conseguenze le hanno pagate soprattutto le periferie, i quartieri popolari, i cittadini più fragili e le stesse forze dell’ordine.

Questo Governo ha scelto di invertire la rotta ed occorre uno Stato più presente anche nelle alleanze con le Città. Ed è qui che la riforma della polizia locale può assumere un valore decisivo.

Nelle mie esperienze da prefetto sul territorio ho avuto modo di apprezzarne direttamente il lavoro in tante realtà italiane. Parliamo di oltre sessantamila donne e uomini che operano spesso nelle situazioni più complesse, che conoscono il territorio, che rappresentano il primo presidio istituzionale nelle città e che troppo spesso non sono stati adeguatamente preparati e supportati per affrontare missioni di grande valore.

È una contraddizione che intendiamo superare.

Stiamo lavorando per potenziare concretamente il ruolo della polizia locale, più integrata nel sistema della sicurezza nazionale, con accesso diretto alle banche dati, maggiore coordinamento con prefetture e forze di polizia, dotazioni tecnologiche all’avanguardia, tutele più forti per gli agenti e pene più severe per chili aggredisce. Il disegno di legge è al vaglio del Parlamento e ci abbiamo investito molto perché crediamo ne valga la pena.

Dopo l’approvazione alla Camera, il provvedimento dovrà completare il suo percorso e, successivamente, essere integrato dai decreti legislativi, la cui prima scrittura sarà affidata proprio al mio ministero. Condivido con Lei l’importanza di cogliere questa opportunità per fare in modo che il processo riformatore sia portato con la massima efficacia verso gli obiettivi auspicati e da Lei sottolineati.

Le assicuro che non perderemo questa grande occasione e sarà uno dei risultati importanti della nostra esperienza di Governo.

Con viva cordialità.

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