Ucraina, Lega: "L'Europa non lasci cadere l'apertura di Putin"
"L'Europa non lasci cadere nel vuoto l'apertura di Vladimir Putin. Dopo quattro anni di guerra, morti e sanzioni, la parola torni alla diplomazia". La Lega di Matteo Salvini chiede a Bruxelles di prendere sul serio le parole del presidente russo per eventuali negoziati fra l'Unione europea e Mosca per quanto riguarda la guerra in Ucraina. Lo zar sabato ha fatto sapere di vedere di buon occhio nei panni di 'negoziatore' l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder. "Per me personalmente, l'ex cancelliere della Repubblica federale di Germania, il signor Schröder, è preferibile", le parole di Putin, che ha aggiunto di essere disposto a considerare come negoziatore Ue chiunque non abbia espresso commenti negativi sulla Russia. L'opzione avanzata dal leader russo è però già stata etichettata come "un'offerta falsa" da fonti governative in Germania, citate dai media tedeschi. Per Berlino le dichiarazioni di Mosca fanno parte di una serie di offerte simili, riflettono la ben nota strategia ibrida della Russia e la proposta "non è credibile" perché Mosca non ha modificato le proprie condizioni. Se Putin fosse serio, è il ragionamento, dovrebbe prima prorogare la tregua di tre giorni. Schröder, inoltre, in passato è stato più volte oggetto di critiche per stretti legami con la Russia. Forza Italia invoca "massima prudenza", con la presidente dei senatori Stefania Craxi che invita a valutare le proposte di Putin "alla luce dei fatti". Per il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, "invocare il dialogo purchessia con Putin e accusare l'Ue vuol dire essere il ventre molle della propaganda russa per fare gli interessi di Putin e non dei cittadini italiani ed europei". Mentre per Angelo Bonelli di Avs "la proposta di aprire un negoziato per porre fine alla guerra in Ucraina deve essere valutata con la massima attenzione dall'Europa. Non può essere esclusa in partenza: va verificata concretamente la reale volontà di Putin di arrivare alla pace".
Il segretario azzurro e vicepremier Antonio Tajani spiega che "non è chiaro ancora cosa deciderà la Ue sulla figura di un negoziatore unico, ma la cosa importante è che i paesi dell'Unione mantengano alto e unitario il loro impegno a difesa dell'Ucraina. La nostra politica delle sanzioni è stata essenziale, dobbiamo e vogliamo sederci al tavolo". Il ministro degli Esteri si è soffermato anche sul dossier legato al Medioriente, ricordando che "i dragamine italiani potrebbero essere inviati a Hormuz per contribuire a garantire la libertà di movimento alle navi di tutto il mondo. È necessaria una tregua consolidata e un quadro di intese internazionali". "Non vogliamo certo entrare in guerra - ha specificato il titolare della Farnesina - ma faremo tutto il necessario per garantire il rispetto del diritto internazionale dei mari. Ne va anche della nostra sicurezza nazionale, e del benessere di cittadini e imprese italiane".
Mercoledì mattina Tajani, assieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, si presenterà davanti alla commissione Affari Esteri e Difesa del Senato e alle commissioni Esteri e Difesa della Camera per un'audizione incentrata proprio sulle ultime evoluzioni sullo Stretto di Hormuz. E sempre mercoledì, alle 16.30, anche la premier Giorgia Meloni sarà a palazzo Madama, per rispondere al question time.
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