Sinistra sotto accusa, emergenza infiltrazioni camorristiche nel Pd campano
La sinistra è nel caos in Campania. A rischio “infiltrazioni” alcuni dei comuni più popolosi dell’hinterland napoletano. Il primo caso è quello di Torre Annunziata, 39 mila abitanti, dove, dopo l’affondo del procuratore Nunzio Fragliasso, si dimette il sindaco Corrado Cuccurullo. Il noto magistrato aveva parlato di «troppe ombre e poche luci» in quella realtà di cui, fino a qualche anno fa, si parlava solo per la pregiata pasta artigianale. Parole che non lasciano indifferente l’attuale primo cittadino che, trovandosi in seria difficoltà per l’allarme, chiede aiuto al suo Pd. Peccato che dal Nazareno non arriva alcuna risposta e della solidarietà annunciata solo qualche nota di facciata.
Ancora peggiore la situazione a Castellamare di Stabia, 61mila abitanti. Qui i dem, in seguito a una serie di scandali legati alla malavita, attraverso il segretario regionale Piero De Luca (figlio dell’ex governatore), chiedono un «passo di lato» alla loro fascia tricolore, Luigi Vicinanza. Sarebbe, per chi guida il partito a Napoli, la soluzione più opportuna per «evitare eventuali rischi di scioglimento» e «contribuire a rilanciare il lavoro amministrativo». Peccato che tale appello viene rispedito al mittente dall’ex direttore dell’Espresso e caporedattore di Repubblica. Seppure due consiglieri eletti nelle sue liste, Nino Di Maio e Gennaro Oscurato, abbiano terminato in anticipo il mandato, dopo essere finiti sotto inchiesta per camorra, chi è alla guida della città non vuole neanche prendere in considerazione l’ipotesi di farsi da parte. Nonostante si continui a parlare di rapporti diretti e indiretti con il clan D’Alessandro, è silenzio totale su quanto accade a quelle latitudini. Non basta neanche il passo indietro eclatante dell’europarlamentare Pd, Sandro Ruotolo, a scuotere una forza che, a eccezione di qualche dichiarazione, rispetto a uno spaccato inquietante, non muove un dito. Detto ciò, Fratelli d’Italia non si arrende e, dopo aver presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno, continua a segnalare un quadro che peggiora di giorno in giorno.
Non è sufficiente, però, neanche la tornata elettorale nei comuni limitrofi ad accendere i riflettori su realtà che sembrano essere “dimenticate”. «La Campania – spiega Gennaro Sangiuliano, capogruppo del primo partito di maggioranza in Regione - è governata da venti anni dalla sinistra. Se è vero che la Camorra, come dicono i magistrati, controlla molte amministrazioni, dunque, non è certamente colpa della destra. Parliamo di una collusione evidente. Non basta neanche un terremoto giudiziario, come quello di Castellamare, a far dimettere tutti i consiglieri progressisti e far cadere il sindaco. Immaginate se il primo cittadino fosse stato di Fratelli d’Italia, Piazza Pulita starebbe già a fare le dirette. In questo caso, invece, un certo giornalismo d’inchiesta tace. Lo stesso gesto del sindaco Cuccurullo, considerando le gravissime parole della magistratura, è più che tardivo. Doveva valutare molto prima l’ipotesi dimissioni».
Ecco perché l’ex ministro lancia un vero e proprio appello alla "prevenzione": «Non dobbiamo meravigliarci se ci troviamo di fronte a strani legami tra politica e criminalità se quando facciamo le liste, pur di riempire e accaparrare qualche consenso in più, si accetta chiunque si presenti. Una cosa sono le belle parole, altre sono i fatti. Peccato che qualcuno grida allo scandalo solo quando si tratta dell’avversario. A questo punto mi chiedo: “Dove sono finiti quei moralisti che, alle ultime regionali, dicevano di essere pronti a tutto pur di difendere la legalità e combattere ogni tipo di infiltrazione?”».
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