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Abuso d'ufficio, nessun passo indietro di Nordio: “Nettamente contrario alla reintroduzione”

Foto: Lapresse

Tommaso Manni
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"Sulla reintroduzione dell'abuso d'ufficio la risposta è nettamente negativa. Noi abbiamo dimostrato all'Europa, anche in base alla recente sentenza della Corte Costituzionale, che sta nella discrezionalità degli Stati conseguire, cioè predisporre tutti i sistemi anticorruzione, che sono quelli che stanno a cuore all'Europa e in questo l'arsenale repressivo e preventivo dell'Italia è il più ricco di tutti. Abbiamo addirittura dei reati che gli altri Stati non conoscono". Sono queste le chiare parole usate dal ministro della Giustizia Carlo Nordio nel corso del question time alla Camera dei deputati, rispondendo a una interrogazione sulle iniziative volte a reintrodurre il reato di abuso di ufficio anche al fine di evitare procedure di infrazione in ambito europeo. "Penso, per esempio, alla concussione per induzione che è difficilissima da spiegare agli stranieri, perché neanche sanno cosa sia. Abbiamo la corruzione propria, impropria, antecedente, successiva, abbiamo la concussione per coazione, la concussione per induzione. Abbiamo, come sapete, anche la turbativa d'asta. Abbiamo, insomma, 27 articoli che costituiscono un arsenale normativo contro la corruzione, della quale l'Europa si è detta soddisfatta", ha aggiunto.

 

 

"È nostra fermissima intenzione quella di potenziare questo strumento deflattivo”, ha poi proseguito Nordio rispondendo ad un’interrogazione sulla mediazione civile. "Condivido pienamente il concetto che la mediazione, e tutte le procedure conciliative - ha spiegato - devono essere potenziate per ridurre ancora di più la lunghezza dei procedimenti soprattutto civili in Italia, che costano al nostro Pil circa il 2% e costituiscono anche una delle maggiori ragioni di riluttanza da parte degli investitori, soprattutto stranieri, a investire". Per quanto riguarda la mediazione, ha aggiunto il Guardasigilli, "siamo disponibilissimi a ricevere qualsiasi tipo di contributo, siamo già molto avanti con il comitato tecnico che abbiamo istituito e siamo speranzosi che, nell'ambito di questa legislatura, sarà approvato un ulteriore provvedimento per potenziare questa forma definitiva di contenzioso". Il ministro ha ricordato anche che "gli obiettivi che ci sono stati proposti dal Pnrr sono in grandissima parte già stati raggiunti", sottolineando che i dati ufficiali al 31 dicembre scorso "mostrano che l'abbattimento dell'arretrato civile pendente al 31 dicembre 2022 si attestava su una riduzione dell'86% presso i tribunali e dell'86,7% presso le Corti d'appello. Il nostro ringraziamento - ha concluso - va soprattutto alla magistratura che si e' attivata moltissimo in questo settore”.

 

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