Referendum, Montanari deraglia: "Banditi...". La Russa: "Scuse o querelo"
La propaganda per il "No" nel referendum costituzionale sulla riforma della giustizia il 22 e il 23 marzo ha raggiunto picchi di odio notevoli. L'ultimo schizzo di veleno arriva da un intervento di Tomaso Montanari, storico dell'arte impegnato a sinistra e rettore dell'Università per stranieri di Siena, nel corso di un evento a Firenze. "Volete avere ancora come padri e madri costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Ioddi, o preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida? Comprereste una costituzione usata e manomessa da questi banditi? Io no". Avete letto bene. "Banditi". Un passaggio che provoca la reazione del presidente del Senato.
Zuncheddu, 33 anni in carcere da innocente: "Ecco perché voterò Sì al referendum"
“Finora per pietà e rispettoso del 'Non ti curar di loro…' mai ho considerato degno della minima considerazione ciò che diceva o scriveva tal Tomaso Montanari che, mi dicono, insegni a sfortunati studenti di non so quale Università. Ma anche un qualsiasi minus habens (figurarsi un professore, sedicente colto) ci penserebbe cento volte prima di affibbiare a me (assieme a Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio) l’insulto di 'bandito' che esula da qualsiasi argomentazione, finanche strumentale, ideologica o propagandistica", dichiara Ignazio La Russa. L'espressione usata da Montanari "qualifica semmai allo specchio chi la scrive o la dice immotivatamente e mi spinge a considerare ultimativo il mio invito a scusarsi prima di dover fare ricorso alle vie giudiziarie che di solito non uso mai”, conclude la seconda carica dello Stato.
Il regime iraniano è alle corde, la sinistra e gli “esperti” anche
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo