Ora il Pd scopre che Machado è "trumpiana". E cancella dal sito web le congratulazioni per il Nobel
«Machado è una donna che ha sfidato con determinazione e senza arretrare il regime autoritario di Maduro». Con queste parole i Dem si erano inizialmente congratulati con María Corina Machado per l’onorificenza attribuita dal comitato di Oslo. E fin qui nulla di strano, se non fosse che il comunicato pubblicato sul canale ufficiale del Nazareno è scomparso. «Pagina non trovata. Ops! La pagina che stai cercando non esiste o è stata è eliminata», si legge provando ad aprire il link ancora attivo ma inaccessibile. Un segnale di debolezza, un'ulteriore conferma di come il Pd sia sempre più stampella della sinistra radicale, arrivando a censurare i propri dirigenti per non urtare la sensibilità dei pentastellati e di Avs, ormai alla guida del timone del "campo larghissimo".
Che il premio Nobel per la pace assegnato all’oppositrice venezuelana del regime comunista guidato dal dittatore Nicolas Maduro avesse portato malumore tra i "compagni" non è certo una novità, soprattutto dopo la dedica di Machado al presidente Usa Donald Trump. «Siamo alle soglie della vittoria e oggi più che mai contiamo sul presidente Trump, sul popolo degli Stati Uniti, sul popolo dell’America Latina e sulle nazioni democratiche del mondo come principali alleati per raggiungere la libertà e la democrazia», ha commentato la vincitrice del riconoscimento che molti chiedevano di assegnare al titolare alla Casa Bianca dopo il raggiungimento della pace a Gaza. A trainare il carro del dissenso è stata infatti Avs che avrebbe preferito conferire il premio all’ex ambientalista Greta Thunberg o alla paci-finta Francesca Albanese, colei che ha riso degli ebrei e sbeffeggiato un sindaco Dem per avere preso le distanze da Hamas. «È un'esponente di destra, che partecipa alle convention dei partiti di estrema destra nel mondo. E soprattutto chiede l'intervento militare americano nel suo paese, per rovesciare il governo cui lei si oppone. Per questo avrei preferito un Nobel a Greta Thunberg o a Francesca Albanese», ha sentenziato De Cristoforo. Mentre Bonelli e Fratoianni hanno parlato di «una scelta che risponde più all'egemonia politica che la destra conservatrice e i suoi adepti nel mondo stanno cercando di rendere predominante». Insomma, lottare contro un regime dittatoriale e comunista non sarebbe cosa buona e giusta per coloro che da anni fomentano le piazze violente e rimangono in silenzio dinanzi a occupazioni e prepotenze mosse dai propri figli politici in nome di una pace in Palestina per la quale non hanno meriti.
Mentre il M5S ha preferito il silenzio-dissenso, nulla di inaspettato. Ma la figura del Pd non è passata certo inosservata. Silenziare la propria deputata, Roberta Mori, per avere dato merito a Machado è l’ultimo esempio dell’instabilità interna e di un sistema sempre più fragile tra le file Dem. Con la segretaria Elly Schlein che a fatica cerca di portare avanti la baracca e restare ancorata al trono del partito. E ora che la propaganda non potrà più reggersi sulla pace in Medio Oriente, una strategia che non è passata inosservata agli elettori più attenti, il terremoto al Nazareno lo si percepisce anche dai dettagli più sottili.
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