Meloni a Flotilla: "Risparmiateci le lezioni di morale". Il vero motivo della missione
"Leggo con stupore le parole della Flotilla che mi accusa di considerare 'un pericolo' civili disarmati e navi cariche di aiuti. La verità è semplice: quegli aiuti possono essere consegnati senza rischi attraverso i canali sicuri già predisposti. Insistere nel voler forzare un blocco navale significa rendersi - consapevolmente o meno - strumenti di chi vuole far saltare ogni possibilità di un cessate il fuoco". Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni che, per la prima volta, interviene sul caso della spedizione partita dai porti della Sicilia. "Perciò risparmiateci le lezioni di morale sulla pace se il vostro obiettivo è l'escalation. E non strumentalizzate la popolazione civile di Gaza se non vi interessa davvero il loro destino", aggiunge, rivolgendosi agli organizzatori.
Posizione, dunque, che non lascia indifferenti i responsabili della missione. "Diversi Paesi - scrivono in una nota - hanno scelto di rispettare la legge. L'Italia, invece, certifica la propria noncuranza. Colpisce che la presidente Meloni non abbia mai pronunciato la parola legalità e non abbia citato l'artefice del genocidio: lo Stato di Israele. Non una calamità naturale, non una "guerra", ma la responsabilità precisa di un potere che assedia, affama e bombarda una popolazione civile. A fine agosto l'Oms aveva lanciato l'allarme: entro la fine di settembre oltre 640 mila persone a Gaza sarebbero entrate in carestia — l'equivalente dell'intera città di Palermo".
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