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Giustizia, Giorgia Meloni spegne le polemiche con i giudici

Gianni Di Capua
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Quella delle migrazioni è «una situazione esplosiva» e «il governo dei flussi migratori diventa molto difficile». Le parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta alla seconda edizione del Festival delle Regioni di Torino, ribadiscono la preoccupazione dell’esecutivo nel giorno della commemorazione della tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, costata la vita a 368 immigrati. «Per evitare i morti in mare dobbiamo fermare le partenze agendo sulle cause che alimentano i flussi, innanzitutto sostenendo la crescita economica e sociale dei Paesi di partenza», dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, tornando a evocare il piano Mattei. In vista del Consiglio europeo a Granada il premier ha detto di aspettarsi «dei passi avanti. Ci stiamo lavorando, ci lavoriamo ogni giorno». Anche perché c’è stato «un ottimo clima durante l’incontro dei Med9 a Malta, ma anche con altri colleghi stiamo dialogando e credo che sul tema del lavoro che va fatto per fermare l’immigrazione illegale, lavorare sulla dimensione esterna, ormai questa sia la lettura che si dà, bisogna solamente essere molto concreti e questo è un lavo ro quotidiano che non smettiamo di fare», ha aggiunto Meloni.

A tenere banco è ancora la polemica nata sulla decisione pro-migranti del giudice di Catania Iolanda Apostolico. «Non c’è nessuno scontro con la magistratura», dice sempre da Torino Meloni: «Dico quello che penso, ognuno ha l’autonomia di pensiero, io ho il mio ma non è uno scontro. È un tema che riguarda una sentenza specifica», aggiunge il premier cercando di stemperare la polemica, non senza ricordare come «l’interpretazione di un attacco alla magistratura mi fa molto riflettere, perché penso di avere anche io il diritto a dire che non sono d’accordo se viene disapplicata una legge del governo». Interviene pure il vicepremier Matteo Salvini. «Apprezzo i giudici che parlano con le sentenze non politicizzate e non con le interviste su Repubblica», fa sapere il leghista, che nelle scorse ore ha assicurato che questo governo metterà mano alla riforma della Giustizia. Per Donzelli, «la sinistra da sempre perde le elezioni e poi cerca delle scorciatoie per vie giudiziarie». Sulla vicenda della decisione della giudice di Catania, «suggerirei alla Meloni di fare ricorso in appello, non di fare polemica politica. È molto importante che eserciti il diritto di chiedere una revisione della sentenza ma stia molto attenta a non cominciare un conflitto perenne con la magistratura», ribatte Carlo Calenda, leader di Azione. Interviene anche l’Associazione nazionale magistrati che sottolinea come «le dichiarazioni espresse da esponenti del governo e della maggioranza minano l’indipendenza e l’autonomia della moagistratura». L’opposizione intanto rimarca l’assenza del governo oggi a Lampedusa per il decennale del più grave naufragio di migranti nel Mediterraneo, e la segretaria dem, Elly Schlein chiede di «tornare a essere umani. Il partito democratico continuerà a battersi per una Mare Nostrum europea, per superare Dublino, per contrastare la criminalizzazione della solidarietà che nega i fondamenti stessi dell’Unione europea e della nostra Costituzione», fa sapere.

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