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Il conflitto tra magistratura e governo spacca gli italiani: il sondaggio incredibile

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Una netta divisione. Questo il risultato dell’ultimo sondaggio di Termometropolitico sul rapporto tra magistratura e politica nel nostro paese. Gli analisti hanno sottoposto agli italiani la domanda: “Secondo lei, visti i casi di Delmastro, di Santanchè e del figlio di La Russa è in corso un attacco della magistratura al governo?” Una tematica che da anni divide l’Italia, che ha raggiunto il culmine durante gli anni dei governi Berlusconi e che sta tornando prepotentemente in auge nelle ultime settimane.

 

 

La consistenza numerica del campione di intervistati ammonta a 4000 individui. Il 35,2% degli intervistati ha risposto: “Sì, come già avvenuto durante i governi Berlusconi la magistratura si vendica per riforme non gradite e cerca di ostacolare il Governo con i propri mezzi”. Mentre un 34,2% è di parere totalmente opposto: “No, coloro che gridano alla giustizia a orologeria cercano solo di delegittimare un organo importantissimo come la magistratura, ed è grave”. Inoltre, 12% degli intervistati afferma che la magistratura cerca di ostacolare il governo, ma non sempre: “In parte sì, ma solo per alcune delle indagini in corso”. Mentre un 16,7% è del parere contrario: “No, i casi sono reali, ci sono stati reati. Probabilmente il fatto che coinvolgono la politica, però, accentua l'attenzione dei magistrati”. A dimostrazione del fatto che il tema dello scontro tra magistratura e politica sia profondamente sentito, solo l’1,8% degli intervistati si astiene e risponde: “Non so/preferisco non rispondere”.

 

 

Un conflitto perpetuo, nel quale anche gli italiani si schierano. E come spesso accade, si registra una perfetta parità tra chi ritiene che la magistratura ostacoli l’azione di governo e chi invece crede che i giudici agiscano perfettamente nel rispetto delle prerogative costituzionali. Suona ancora più forte questa contrapposizione se pensiamo alla recente controversia tra una parte della magistratura e il governo sul contenuto del ddl Nordio, che prevede, tra principali misure per riformare la giustizia, l’abrogazione dell'abuso d'ufficio, modifiche al reato di traffico di influenze illecite, una stretta sulla pubblicazione del contenuto delle intercettazioni.

 

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