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Governo al lavoro, al via le assunzioni nello Stato

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Dario Martini
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Oltre tremila assunzioni nella pubblica amministrazione. Per l’esattezza 3.150. Di queste, due terzi, ovvero 2.100, riguardano le forze dell’ordine. Sono le novità contenute nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Slitta ancora, invece, l’approvazione del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, al secondo passaggio in Consiglio dei ministri, il cui esame proseguirà nella prossima riunione. Le 2.100 assunzioni riguardano Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Polizia e Capitaneria di Porto - Guardia Costiera. Il premier Giorgia Meloni afferma: «Così rafforziamo la sicurezza dei cittadini». «Si tratta di un segnale concreto per i cittadini e per i servitori dello Stato che ogni giorno assicurano il controllo del territorio», aggiungono fonti di governo. Le assunzioni nel settore delle forze dell’ordine sono finanziate attraverso l’ultima legge di Bilancio con i fondi previsti per la sicurezza.

Nel decreto legge sulla pubblica amministrazione, inoltre, è previsto l’aumento del compenso fino al 30% per i ricercatori che vincono finanziamenti di ricerca, come ad esempio i progetti Gant Horizon e Marie Curie. L’introduzione della norma è un incentivo a restare in Italia e a richiamare ricercatori dall’estero. «Vogliamo creare qui le condizioni migliori per lavorare», spiega Meloni. Nel provvedimento è stata inserita anche la norma finalizzata a garantire la continuità del servizio per i lavoratori di Almaviva Contact. La disposizione permetterà ai dipendenti della società di continuare a operare almeno fino al 31 dicembre prossimo, attraverso uno stanziamento di 5 milioni di euro volti a ripristinare il servizio di contact center 1500. «Con questa norma il ministero della Salute assicura il servizio fino a dicembre, in attesa dell’affidamento a un nuovo operatore economico», commenta il ministro Orazio Schillaci.

 

 

 

Viene introdotta anche una norma che prevede l’istituzione dell’Unità di missione «attrazione e sblocco degli investimenti» presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, volta a facilitare, indirizzare e sburocratizzare le procedure per attrarre gli investimenti in Italia. Il Mimit, viene specificato, si è già dotato di strumenti che vanno in tal senso, tra cui lo «sportello unico» per l’accompagnamento degli investitori internazionali e di un fondo per il potenziamento dell’attività di attrazione degli investimenti esteri, con una dotazione di 5 milioni di euro annui. Infine l’Enit, l’ente nazionale per il turismo, diventa una società per azioni. «Sono molto soddisfatta - commenta il ministro per il Turismo Daniela Santanchè - Serviva un’operazione drastica che rendesse più efficiente e razionale l’attività di supporto svolta da Enit. Ora al suo posto viene costituita Enit SpA., società per azioni il cui azionista sarà il ministero dell’Economia e delle finanze. La soppressione dell’ente e la sua costituzione in società in house segnerà un cambio di passo: Enit sarà più dinamica e finalmente in grado di adempiere al suo scopo, che è quello di essere il braccio operativo nell’attuazione delle politiche di promozione del made in Italy. Insieme alla collaborazione e al lavoro che stiamo conducendo con le Regioni arriveremo finalmente a presentarci al mondo come Italia. Questo è il concetto che negli anni è mancato, e su cui mi batto da quando sono diventata ministro: ovvero la promozione dell’Italia tutta, Italia come brand».
 

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