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Piano speciale per la sicurezza stradale, arriva il decreto salva-pedoni

Dario Martini
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Il governo vara un piano straordinario per arginare la strage dei pedoni sulle strade italiane. Lo fa stanziando 13,5 milioni di euro per 14 grandi città: Roma, Milano, Torino, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Messina e Catania. Solo in questi comuni, stando agli ultimi dati Istat relativi al 2021, ci sono stati 86 pedoni morti in incidenti, mentre altri 5.766 sono rimasti feriti.
Il ministro Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti) ha firmato il decreto dopo un vertice sulla sicurezza stradale con i colleghi Matteo Piantedosi (Interno) e Giuseppe Valditara (Istruzione e Merito) e il capo della Polizia Lamberto Giannini. Il dicastero guidato dal leader della Lega fa sapere che «le risorse sono finalizzate alla progettazione e alla realizzazione di interventi in ambito urbano, come l’implementazione delle "zone 30" e "isole ambientali", con l’introduzione di elementi di "traffic calming" per mitigare le differenze di velocità esistenti tra pedoni e traffico motorizzato». Ma anche «attraversamenti pedonali semaforizzati e altri interventi simili», come «l’aumento della visibilità anche mediante interventi su segnaletica verticale e orizzontale». Nelle aree dove sarà obbligatorio non superare i 30 chilometri orari saranno installati rallentatori ottici e acustici, dossi, rialzi agli incroci, cuscini berlinesi, rotatorie e isole spartitraffico.

Le quattordici città beneficiarie dei finanziamenti sono state scelte in base al maggiore coinvolgimento dei pedoni negli incidenti. I progetti per mettere in sicurezza le strade più a rischio dovranno essere presentati al Mit entro due mesi. La maggior parte dei fondi va alla Capitale, che potrà contare su 4,2 milioni di euro. Nel comune di Roma, nell’arco del 2021, sono morti 32 pedoni, mentre altri 1.720 sono rimasti feriti. Segue Milano, a cui vanno 2,3 milioni (977 feriti e 10 morti). Poi viene Torino, che con 6 vittime e 482 feriti riceve 1,1 milioni. «Si tratta di risorse fondamentali per la mitigazione del rischio degli utenti deboli della strada che, come fotografato dall’Istat, hanno visto proprio nei pedoni i soggetti maggiormente coinvolti. Auspichiamo dal Campidoglio una pronta risposta su un tema sentito e delicato», è il commento di Claudio Durigon, senatore e coordinatore della Lega per il Lazio.

Al vertice che si è tenuto al ministero di Salvini due giorni fa si è discusso anche delle modifiche al codice della strada. «È stata l’occasione - viene spiegato - per fare il punto della situazione su incidenti, funzionamento della patente a punti, sulla necessità di coinvolgere maggiormente le scuole in attività di informazione e prevenzione, anche con la possibilità di attribuire crediti scolastici». Inoltre è stato deciso un incremento dei controlli stradali, anche nelle fasce notturne. I ministri concordano sulla necessità di un ulteriore giro di vite nei confronti di chi provoca incidenti sotto l’effetto di alcol o droga. Sono in arrivo anche nuove norme più stringenti che riguardano chi utilizza i monopattini. Mentre verranno messe in campo nuove strategie per tutelare i ciclisti. Nel primo caso, è sul tavolo l’idea di rendere obbligatorie targhe e casco. A gennaio verrà convocato un tavolo con i tecnici per stilare le proposte normative e regolamentari. Poi il tavolo sarà allargato ad altri soggetti come il ministero della Giustizia.
 

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