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Zanda scatena la sommossa nel Pd: “Bisogna appoggiare Moratti”. La profezia sul M5S

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Luigi Zanda, ex senatore del Partito Democratico, manda un segnale chiarissimo al resto dei dem con un appoggio senza remore a Letizia Moratti per la corsa a presidente della Regione Lombardia. Il big del Pd è stato intervistato dal Corriere della Sera, tracciando gli scenari in vista delle prossime elezioni: “I sondaggi le attribuiscono ottime chance di vittoria. Moratti è stata per molti anni col centrodestra. E il passato è importante. Ma per tutti, non solo per lei. Il Pd, fino a pochi mesi fa, sosteneva un governo di unità nazionale con Salvini, Berlusconi e Conte. Tutti per noi, fino a quel momento, avversari assoluti. Tuttavia abbiamo governato per realismo politico. E non dobbiamo vergognarcene. Il nostro primo dovere è mettere al sicuro istituzioni come la Lombardia. Sostenendo il candidato con maggiori possibilità di mandare a casa Fontana e dare una lezione alla Lega”.

 

 

Zanda approfondisce poi i motivi del ko elettorale del Pd, lanciando un siluro al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte e a tutti coloro che all’interno del partito voglio l’alleanza: “Abbiamo perso le elezioni perché eravamo divisi e perché non siamo riusciti a guardare oltre. A dare al Paese una prospettiva politica. Meloni l’ha data. Sbagliata ma l’ha data: con Dio, patria e famiglia offre un modello al Paese. Poi nei mesi scorsi il Pd è stato piantato in asso da due alleati. In vista delle Regionali, non facciamo come alle Politiche dove veti e attese inutili hanno determinato la sconfitta. Lazio? L’atteggiamento del M5S è di portarla per le lunghe e scaricare il Pd. Si è già visto alle Politiche. Non si perda tempo inseguendo obiettivi irrealizzabili, trovare un candidato che piaccia a Calenda e a Conte è impossibile”.

 

 

“Le elezioni di Lombardia e Lazio non sono sfide soltanto regionali. Sono - sottolinea Zanda - battaglie politiche nazionali. Vincere in Lazio e Lombardia è un dovere democratico, rimetterebbe in moto una dialettica politica che il risultato elettorale ha molto appannato. Porre al sicuro, politicamente, regioni così importanti avrebbe effetti sull’elettorato, sugli equilibri istituzionali e sul sistema democratico complessivo”.

 

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