Elezioni, Enrico Letta e l'appello accorato a Carlo Calenda: "Il terzo polo aiuta le destre"
Un fritto misto contro il dilagante pericolo fascista. Enrico Letta, nonostante critiche giunte anche dai suoi stessi possibili alleati, continua con il leitmotiv della sua campagna elettorale: costruire un'alleanza per provare ad arginare lo strapotere del centro destra. L'ipotesi di un terzo polo accende la campagna verso le elezioni politiche 2022 del 25 settembre.
"Così ci ridono dietro". Calenda frena sul Pd: adesso vuole correre da solo
Il segretario del Pd, dalla festa dell'Unità di Casalgrande, a Reggio Emilia, chiede compartezza: "Mi sento di fare un appello a tutti coloro che hanno dubbi in queste ore sul fatto di creare una larga e convinta alleanza che sia in grado di battere le destre e che pensano che fare un terzo polo sia più conveniente. Penso che il terzo polo sia il modo migliore per aiutare le destre". Parole e musica rivolte, in particolar modo a Carlo Calenda. Che, in più di un'occasione, ha ribadito un concetto semplice, ma netto: sì ad una coalizione di progressisti, ma solo a determinate condizioni. Ovvero con un programma chiaro, realizzabile e soprattutto con compagni di avventura affidabili. Letta sembra Helenio Herrera, il mitico allenatore che portò, negli anni Sessanta, l'Inter sul tetto del mondo col suo catenaccio. Il pisano sembra dare per scontato la sconfitta, ma vuole impedire, quantomeno, che i moderati siano poi in grado di modificare la Costituzione.
"No a ex M5s e Sinistra". Alleanze, liste e sondaggi: Letta è in un mare di guai
"Quello che aiuta di sicuro la destra è una coalizione eterogenea, confusa e poco credibile - sottolinea Calenda - Cerchiamo di evitarla. Noi ce la stiamo mettendo tutta. Discutiamo di quello che volete, ma agli elettori di Azione non possiamo chiedere di votare Di Maio, Bonelli (anti Ilva, termovalorizzatori e rigassificatori) e Fratoianni (che ha votato 55 volte la sfiducia a Draghi) nei collegi uninominali". Nell'incertezza di queste convulse giornate, Matteo Renzi si prepara a correre da solo. "Non sto con Salvini e Meloni e non sto con Fratoianni e Di Maio. Allora certo che corro al centro e se al centro, come spero, ci saranno anche altri a partire da Calenda, che non ce lo vedo con Fratoianni, bene. Altrimenti noi saremo comunque decisivi nella prossima legislatura come lo siamo stati nell'ultima".
Di Maio con Tabacci. Ma il fronte civico si è già frantumato
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram