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M5S, Beppe Grillo blinda i due mandati e demolisce Luigi Di Maio: “Gigino a cartelletta”

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Beppe Grillo torna a parlare dopo la crisi di governo e la caduta di Mario Draghi, sostenendo la linea del Movimento 5 Stelle e del suo leader Giuseppe Conte. Il comico e fondatore pentastellato ha pubblicato un video di cinque minuti sul proprio blog, nel quale l’argomento principale è la sacralità dei due mandati, una regola a cui non si può in alcun modo derogare: “Abbiamo di fronte qualcosa di straordinario. Sono tutti contro di noi. Tutti, tutto l’arco costituzionale. Anche fisicamente, spostano lo sguardo o addirittura la direzione in cui camminano quando ti vedono, come se fossimo degli appestati. Anche i bulli della stampa e della tv. Benissimo, se il sistema reagisce così vuol dire che abbiamo ragione. Possiamo essere morti tra 15 giorni, non lo so. Ma so che - sottolinea Grillo - questi nostri due mandati sono la luce nella tenebra, sono l’interpretazione della politica in un nuovo modo, come un servizio civile. Sia io che Gianroberto Casaleggio quando abbiamo fatto queste regole non l’abbiamo fatto per ‘l’esperienza’, per andare avanti, ma perché ci vuole una interpretazione della politica in un nuovo modo”.

 

 

“Nessuno merita il Parlamento che abbiamo” dice ancora il deus ex machina dei Cinquestelle, che poi si sofferma sul crisi del governo: “Rimanendo con Draghi avremmo rischiato di diventare vecchi come loro. Ho un cuore che pulsa… altro che il cuore dei banchieri, io - il riferimento alle parole del premier nel discorso alla Camera - ho il cuore dei ragionieri”. 

 

 

Infine Grillo si infuria con Luigi Di Maio, per cui usa toni sprezzanti: “Ci vuole una nuova interpretazione della politica e vi dico la verità: tutti questi sconvolgimenti, queste defezioni nel nostro Movimento, queste sparizioni sono provocate da questa legge dei due mandati che è innaturale, che è contro l’animo umano. C’è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una ‘cartelletta’. Gigino ‘a cartelletta’ ora è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato. Ed ha chiamato decine e decine di cartellette che aspettano come lui di essere archiviate a loro volta in qualche ministero”.

 

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