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Crollo 5 Stelle, Luigi Di Maio contro Giuseppe Conte: "Mai così male". La resa dei conti nel M5s

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Christian Campigli
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Una resa dei conti senza esclusione di colpi. Una cavalleria rusticana, che rischia di indebolire ulteriormente il partito uscito trionfatore dalle elezioni politiche del 2018. E di creare una spaccatura, che potrebbe portare ad una sanguinosa scissione. Luigi Di Maio è secco e diretto nell'attacco frontale al suo leader, Giuseppe Conte. “È vero che il Movimento Cinque Stelle non ha mai brillato alle elezioni amministrative, ma è anche vero che non siamo mai andati così male. È normale che l'elettorato sia disorientato, credo che il nostro elettorato sia molto disorientato anche per un'ambiguità rispetto alle alleanze internazionali storiche. Ambiguità che non condivido”.

Un autentico fiume in piena il Ministro degli Esteri che, pur senza nominarlo mai, tira in ballo l'Avvocato del Popolo. E la sua linea politica, giudicata troppo ondivaga. “Non si può dare sempre la colpa agli altri, risalendo addirittura all'elezione del Presidente della Repubblica, per dire che siamo andati così male alle elezioni amministrative. Bisogna prendersi le responsabilità. Credo - aggiunge Di Maio - che il Movimento Cinque Stelle debba fare un grande sforzo nella direzione della democrazia interna: nel nuovo corso servirebbe più inclusività, anche a soggetti esterni. lo dico a voi perché non esiste un altro posto dove poterlo dire”. L'ex Vicepresidente del Consiglio non lesina critiche neppure sull'atteggiamento, giudicato eccessivamente critico, nei confronti di Mario Draghi. “Serve la massima compattezza. Non credo si possa stare nel governo e poi un giorno sì e uno no, per imitare Salvini, attaccare il governo”.

Di Maio tocca poi uno dei temi caldi del momento, ovvero il conflitto in Ucraina. “Stiamo gestendo una guerra provocata dalla Russia, che richiede il massimo sforzo diplomatico. Io non credo che sia opportuno assumere decisioni che di fatto disallineano l'Italia dall'alleanza Nato e dell'alleanza europea. L'Italia non è un paese neutrale, è un Paese che è dentro alleanze storiche da tanto tempo, grazie ai nostri padri fondatori”. Autentiche stilettate. Un confronto che si annuncia aspro e senza esclusioni di colpi. Una cavalleria rusticana che disegnerà il futuro del Movimento Cinque Stelle.

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