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Centrodestra nel pallone, il leghista Romeo: siamo come l'Inter... Tensione Salvini-Meloni, cosa succede

Christian Campigli
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Una nave in mezzo ad un mare in tempesta. Che rischia di naufragare, se il comando non torna ad essere fermo e indirizzato nella giusta rotta. E se tutti i marinai non ricominciano a remare nella medesima direzione. Il centrodestra esce da un fine settimana difficile. Ha sollevato un vespaio di polemiche la mancata visita di Matteo Salvini alla convention milanese di Fratelli d’Italia. Tensioni che rischiano di avere delle conseguenze negative alle prossime elezioni amministrative.

 

“Siamo un po' come l'Inter che in tutti i modi sta cercando di regalare lo scudetto al Milan, e io sono interista, so cosa vuol dire...”. Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ricorre ad una metafora calcistica, per definire lo stato del centrodestra durante il suo intervento alla trasmissione “Un giorno da pecora”, su Rai Radio 1. “Il gesto più fluidificante possibile sono le tre punte che si devono incontrare e mettere la palla in rete”, ha aggiunto riferendosi a Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, che non si vedono assieme dai giorni dell'elezione del Presidente della Repubblica. “A breve si parleranno, per forza. Dobbiamo stare attenti, una parte di elettori, arrabbiati per litigi e bagarre, potrebbero tradurre il loro nervosismo in astensione alle prossime amministrative, e avremmo tutti da perdere”.

 

All’esponente del Carroccio è stato poi chiesto un commento sulle parole di Guido Crosetto, che, intervistato da Il Corriere della Sera, ha spiegato come “tutti invidiano” il percorso di Giorgia Meloni. “Se continuiamo con questo tenore di dichiarazioni rischiamo di mettere ulteriormente in evidenza le differenze, questo non è un buon gioco”. La conversazione si è poi spostata sulla possibile leadership del segretario di Fratelli d’Italia. Che, sondaggi alla mano, oggi sarebbe il premier, in un governo dei moderati conservatori. “Ora la cosa più importante è mettere insieme sensibilità diverse per una base programmatica comune. Su chi farà il premier poi si vedrà, la casa si costruisce dalle fondamenta, non dal tetto”.

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