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Così ci limita la libertà, Cartabellotta stronca il green pass

Federica Pascale
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“Il green pass limita le libertà individuali. Non può esistere nel nostro Stato di diritto uno strumento che limita a tempo indeterminato le libertà individuali, occorre dare una scadenza”. Parole di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE e ospite di Controcorrente, il programma di approfondimento politico condotto da Veronica Gentili su Rete4.

Durante la puntata di sabato 5 febbraio, Cartabellotta ha commentato l’attuale situazione pandemica e, in particolare, l’opportunità di continuare ad utilizzare il green pass. “Oggi non abbiamo evidenze scientifiche sufficienti per allineare la durata del green pass a quella dell’efficacia vaccinale. L’efficacia sul contagio è troppo breve”. Infatti, già dopo 90 giorni, e con omicron ancora meno, si è scoperti ed esposti alle conseguenze del contagio da Covid. D’altra parte, “l’Agenzia Europea del Farmaco ha detto che la quarta dose non è pensabile”. E ricorda che il green pass “non va visto come uno strumento di protezione dal contagio” ma piuttosto come uno strumento per tutelare la propria salute individuale: “E anche quella collettiva, visto che, di fatto, i non vaccinati riempiono gli ospedali e impediscono alle persone che sono vaccinate di curarsi”.

 

 

 

 

 

La quarta ondata è in discesa ormai da un pario di settimane, i numeri parlano chiaro. “Stanno scendendo i nuovi casi e in particolare gli ingressi in terapia intensiva. Purtroppo, la curva dei decessi è l’ultima che scende”. Alla luce di questo, la data della fine dello stato d’emergenza, fissata per il 31 marzo, sembra poter essere rispettata. Se davvero omicron permetterà di rendere il virus endemico, si potrà parlare di fine della pandemia. “Il primo errore che dobbiamo evitare – avverte Cartabellotta - è mettere sullo stesso piano eventi che hanno date certe e altri che sono imprevedibili, poiché dipendono prevalentemente dal virus”. E continua: “Certamente, stiamo vedendo la fase discendente della pandemia e su questo dobbiamo organizzare il prossimo futuro”.

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