Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Metti una sera a cena lady Di Maio e Luigi Bisignani: "A Draghi il potere piace, Meloni confermerà Mattarella"

Antonio Siberia
  • a
  • a
  • a

Al primo posto Alcide De Gasperi. Al secondo Amintore Fanfani. Al terzo Bettino Craxi. Al quarto posto Aldo Moro e al quinto Guido Carli. È questa la top five delle personalità politiche italiane dal secondo dopoguerra a oggi di Luigi Bisignani, scrittore che conosce il Potere per averlo visto e vissuto molto da vicino. Non ci sono, in questa top five, i due Mario, Mario Monti e Mario Draghi, e Bisignani non ha messo ovviamente Giulio Andreotti perché - ha spiega lui - sarebbe un «conflitto d’interesse». Al festival de «La Versiliana» di Marina di Pietrasanta in un incontro condotto dal giornalista e scrittore Massimiliano Lenzi, Bisignani ha parlato per oltre un’ora cercando di svelare l’osceno del potere, nel senso letterale del termine, ovvero di ciò che è nascosto alla vista ma che comunque comanda. Ad intervistarlo c’erano anche la giornalista Virginia Saba (che presentava il suo libro «Il suono della bellezza», If Press editore), compagna del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e Maria Elena Capitanio, direttrice del periodico «Le Cahier». Tra i retroscena svelati da Bisignani, anche quello sull’ultimo incontro tra l’ex premier Giuseppe Conte e l’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi, tema al centro della discussione la riforma della giustizia. Secondo Bisignani l’incontro tra i due sarebbe durato meno dell’ora e passa di cui han parlato i giornali, perché Conte si sarebbe fermato a fare alcune telefonate in un salottino prima di uscire da Palazzo Chigi.

 

 

Nel dialogo sul potere, a tutto campo, Bisignani ha anche lanciato una sua previsione sul prossimo inquilino del Quirinale. Secondo lui anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, si sarebbe infatti convinta a prolungare la permanenza di Sergio Mattarella al Colle. Una indiscrezione che la realtà avrà il compito di confermare oppure no. Di sicuro, parlando del Potere, non poteva non esserci un riferimento a Giulio Andreotti che con i suoi aforismi, primo tra tutti «il potere logora chi non ce l’ha», ha descritto la prospettiva del mondo visto dalla parte di chi comanda. Un lato che, con la fine della Prima Repubblica, ha sottolineato Bisignani avrebbe perso la dimensione del limite insita da sempre nei contrappassi personali, e non solo legislativi, di una democrazia.

 

 

Quanto a Mario Draghi Bisignani, rispetto agli uomini potenti del passato, lo trova più simile a Giulio Andreotti che agli altri. Un paragone insolito che solo i prossimi mesi ci sveleranno: chissà se Draghi finirà, anche lui, con la sposare la massima del leader democristiano sul potere che logora chi non ce l’ha? Per adesso, comunque la si pensi, quelli che l’hanno perso (il Potere) non sembrano molto felici.

 

Dai blog