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Così Mario Draghi ha fregato Giuseppe Conte: come fa sbaglia e scontenta il Movimento 5 Stelle

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Giuseppe Conte è stato completamente spiazzato dalla mossa di Mario Draghi di chiedere la fiducia sulla riforma della giustizia. A svelare il retroscena è Dagospia, che parla di ore dello psicodramma e smarrimento per Giuseppi, letteralmente sconvolto dal suo successore a Palazzo Chigi. “Come fa sbaglia”: la posizione di Conte rischia di scontentare ogni frangia del Movimento 5 Stelle.

 

 

La sua leadership non è per nulla riuscita a ricompattare i grillini, che sono pronti a spaccarsi. Se l’input di Conte è quello di dire no alla riforma voluta da Marta Cartabia sarà costretto a far dimettere i ministri dal Governo e a passare all’opposizione: le conseguenze sarebbero devastanti, soprattutto a livello europeo, con Bruxelles che non farebbe sconti per aver tolto la fiducia e provato a distruggere l’esecutivo di Draghi. Ma questo è quasi il problema minore: Luigi Di Maio e i suoi, definiti ‘governisti’, si scinderebbero da ciò che resta del Movimento, visto che non c’è la minima voglia di lasciare la maggioranza. E perderebbe anche l’appoggio del Partito Democratico di Enrico Letta. Una vera caporetto.

 

 

Se invece arrivasse il sì alla riforma dei processi darebbe un segnale di resa totale su un punto che ha fatto esplodere la polemica e lo ha messo contro tutti con le sue posizioni forti. I più duri e puri tra i Cinquestelle lo reputerebbero un debole e senza le giuste doti di leadership. Per cercare di sbrogliare il nodo Conte ha avuto un contatto con Stefano Patuanelli, fedelissimo all’interno del Governo: il ministro è riuscito a far ottenere a Giuseppi un incontro con la Cartabia, dove cercherà di avere altre concessioni per cercare di salvare la faccia. Ma la Guardasigilli ha già detto che prenderà in considerazione solo "piccoli aggiustamenti”, sui quali servirà il parere favorevole di Lega e Forza Italia. 

 

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